Nel pomeriggio di lunedì 28 aprile, piazza della Resistenza a Sesto San Giovanni è diventata il punto di ritrovo per un presidio organizzato dalle forze di centrosinistra, sindacati, associazioni e da diversi circoli cittadini e non. Una manifestazione nata come risposta all’intitolazione dello slargo tra via Cavallotti e via Cadorna a Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, nella mattinata lunedì 28 aprile.
Il presidio ha visto la partecipazione di esponenti politici di rilievo locale e metropolitano. Tra i presenti l’ex candidato sindaco Michele Foggetta per Alleanza Verdi e Sinistra e Alessandro Cappelli, Segretario del Partito Democratico di Milano.
Le parole di Michele Foggetta
Michele Foggetta ha preso la parola ai nostri microfoni per esprimere con decisione il suo dissenso verso l’intitolazione:
“La chiamano pacificazione ma in realtà è l’ennesimo tassello del revisionismo storico che continuano a portare avanti per cui comunismo e fascismo sono la stessa cosa, dove i violenti erano i partigiani che si nascondevano. In realtà brandiscono come una clava, un ragazzo di 19 anni ucciso durante gli anni di piombo, per sdoganare quei saluti romani che ieri abbiamo visto a Dongo e che domani vedremo ancora in piazzale Gorini a Milano. Noi siamo sempre stati contro questa cosa ed è per questo che noi avevamo proposto altro: avevamo proposto di intitolare quel largo non a Ramelli e Pedenovi ma a tutte le vittime del terrorismo degli anni di piombo, quindi a Ramelli, Pedenovi ma anche a Fausto e Iaio, a Varalli, a Zibecchi e a tutti gli altri.”
L’intervento di Alessandro Cappelli
Anche Alessandro Cappelli, Segretario metropolitano del PD di Milano, è intervenuto ribadendo la posizione del suo partito:
“Condannare la violenza politica e ricordare ragazzi ammazzati innocenti è doveroso. Ma non può essere la scusa per riscrivere la storia e riabilitare valori neofascisti. La nostra Costituzione è antifascista perché ricorda che chi ha liberato l’Italia e chi ha sostenuto le leggi razziali non sono e non saranno mai la stessa cosa.”

Un dibattito che divide la città di Sesto San Giovanni
Il presidio si è concluso poco dopo le 19.30. I partecipanti, al termine degli interventi, si sono raccolti in un momento simbolico intonando “Bella Ciao“, il canto della Resistenza.
La scelta di dedicare uno spazio cittadino a Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi continua quindi a generare dibattito a Sesto San Giovanni.
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