Nella giornata di oggi, lunedì 28 aprile 2025, si è tenuta a Sesto San Giovanni la cerimonia ufficiale di intitolazione dello slargo tra via Cavallotti e via Cadorna a Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi. L’evento, già annunciato lo scorso ottobre e non privo di polemiche, ha visto la presenza di numerose autorità politiche locali e nazionali, tra cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il parlamentare Europeo Carlo Fidanza, il sottosegretario di Stato al Ministero della difesa Isabella Rauti, il vicepresidente di Regione Lombardia Marco Alparone, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, l’assessore ai trasporti di Regione LombardiaFranco Lucente e l’assessore alla sicurezza di Regione Lombardia Romano La Russa.
Le parole dell’assessore Lamiranda: “Un segnale di pacificazione”
Durante l’inaugurazione, l’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda ha ribadito gli obiettivi dell’intervento, sottolineando l’importanza di riqualificare spazi urbani degradati e di restituire loro una nuova identità storica. “La riqualificazione urbana è un tema di cui mi sono sempre impegnato da quando mi sono insediato. È il recupero di uno spazio dal degrado che favorisce la socialità. Uno degli obiettivi di questa amministrazione è ridare le piazze alla cittadinanza. Il secondo aspetto è il dare un’identità, una storia, a questa piazza. In questo caso siamo partiti dallo spunto di Enrico Pedenovi, le cui figlie sono concittadine. Ci sembrava corretto intitolare a lui uno spazio in funzione anche del ricordo, a cui abbiamo sommato la presenza di Sergio Ramelli, in occasione dei 50 anni dell’eccidio. Così facendo ogni cittadino, passando da qui, potrà farsi una propria idea di quello che è stato un fatto storico per l’Italia“.
Lamiranda ha poi commentato le tensioni e le critiche emerse nei giorni precedenti l’intitolazione: “Ritengo che questo sia un problema ancora molto presente in alcuni ambienti politici e che poco facciano i responsabili per risolverlo realmente. Si deve andare oltre, quello di oggi è un segnale di pacificazione, non per riscrivere la storia ma per aggiungerne un tassello. Alla storia di Sesto San Giovanni e alla storia d’Italia“.
L’intervento del Presidente del Senato Ignazio La Russa
Durante la cerimonia è intervenuto anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha voluto ricordare le figure di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi sottolineando il valore di una memoria condivisa. “Sergio era un giovane militante del Fronte della Gioventù che avevo visto l’ultima volta, tre giorni prima che venisse colpito, al cinema, era tre file dietro di me, era venuto a salutarmi” – ha ricordato Ignazio La Russa –. “Non deve essere una memoria solo nostra, deve essere condivisa. Il primo che capì che la scomparsa, soprattutto del più giovane delle due vittime (Sergio Ramelli) potesse significare un inno alla pacificazione, un inno al ‘no all’odio’ fu Indro Montanelli che fece un articolo in ricordo di Sergio Ramelli, indicandolo come vittima che apparteneva a tutti coloro che non condividevano quell’odio“.
Proseguendo il suo intervento, il Presidente del Senato ha aggiunto: “La militanza di Sergio ed Enrico illumina la speranza di una pacificazione tra tutti gli italiani, è un segnale importante che riconcilia con tanti anni di militanza“. E ha concluso: “Quello che vogliamo raccontare è che Sergio ed Enrico, anche ai caduti di segno opposto come Fausto e Iaio, che sono ancora privi di giustizia, li possiamo solo ricordare come fari che illuminano il nostro futuro“.

Gli interventi sul nuovo slargo a Sesto San Giovanni
L’opera di riqualificazione ha compreso la creazione di un percorso pedonale protetto, l’installazione di nuove aree verdi, la messa in sicurezza degli attraversamenti, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’introduzione di percorsi tattili per ipovedenti. È stato inoltre rifatto l’intero impianto semaforico, rendendo più sicura la mobilità pedonale nella zona.
Chi erano Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi
Sergio Ramelli era uno studente di 18 anni con la passione per il calcio che militava nel Fronte della Gioventù, formazione politica giovanile del Movimento Sociale Italiano. Frequentava l’Istituto tecnico Molinari di Milano, quando, negli anni di piombo, scrisse, come accertato, dall’inchiesta giudiziaria, un tema in cui espresse posizioni di condanna agli omicidi commessi dalle Brigate Rosse. Fu aggredito sotto casa a Milano il 13 marzo 1975 da fu assalito da un gruppo di Avanguardia Operaia armati e morì il 29 aprile 1975, quarantasette giorni dopo l’aggressione. Sempre a Milano, un anno più tardi, venne invece assassinato Enrico Pedenovi: all’epoca 50enne, Pedenovi era un avvocato e politico iscritto all’MSI. L’omicidio fu rivendicato dall’organizzazione di Prima Linea: il 29 aprile 1976Pedenovi si sarebbe dovuto recare alla commemorazione di Ramelli, ma in mattinata venne assalito sotto casa da un gruppo di uomini armati che gli spararono colpendolo a morte in un distributore di benzina.
Presidio di protesta delle opposizioni a Sesto San Giovanni
Parallelamente all’inaugurazione, nel pomeriggio, alle ore 18:30, si terrà un presidio di protesta organizzato dalle forze politiche di opposizione in Piazza della Resistenza a Sesto San Giovanni. Un’iniziativa che conferma come il clima politico cittadino sia già fortemente influenzato dall’avvicinarsi della prossima campagna elettorale.
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