In Valtellina si produce vino da oltre 2000 anni. Oggi questa regione è nota per i suoi vini rossi affilati e profumati ottenuti dal nobile vitigno Nebbiolo, che da queste parti è conosciuto come Chiavennasca. I vini rossi valtellinesi sono tra i più prestigiosi della Lombardia e il loro appeal di vino di nicchia continua a crescere. I vini rossi della Valtellina hanno ottenuto il riconoscimento della DOCG come Valtellina Superiore nel 1998, seguita nel 2003 dalla DOCG Sforzato di Valtellina per questo eccezionale vino prodotto con uve appassite in un processo simile a quello dell’Amarone. La DOCG Valtellina Superiore a sua volta si divide in cinque sottozone: Inferno, Grumello, Sassella, Maroggia e Valgella. Alle due DOCG si somma la DOC Rosso di Valtellina, ma molti produttori da queste parti producono anche vini con la denominazione Alpi Retiche IGT, un tempo conosciuta come Terrazze Retiche di Sondrio IGT. Uno sguardo alle denominazioni di vini rossi di Valtellina viene offerto dall’enoteca online Svino.it con la sua collezione di ottime etichette. Il classico vino Rosso di Valtellina è di colore cremisi brillante, con un bouquet aromatico di ciliegie appassite, catrame e acqua di rose. Come ci si potrebbe aspettare da un vino di montagna a base di Nebbiolo, il corpo è relativamente leggero e intrecciato con tannini aderenti. I vini valtellinesi sono infatti più leggeri nel corpo e nella potenza dei loro equivalenti più famosi e prestigiosi delle Langhe, come Barolo e Barbaresco. Con qualche anno di affinamento in bottiglia si sviluppano note aromatiche che ricordano il cuoio, ed il colore vira verso il granato con un bordo arancio mattone, che è il marchio visivo dei vini a base di uve Nebbiolo. Situata nelle Alpi Retiche, a circa 100 chilometri a nord-est di Milano, la Valtellina è la regione vinicola di montagna per eccellenza. La valle segue il corso del fiume Adda che ha segnato il suo percorso attraverso il duro granito per molti millenni. Si tratta di uno dei paesaggi vinicoli più spettacolari d’Italia: vette come il Monte Disgrazia (3.678 metri) proiettano le loro lunghe ombre sui vigneti sottostanti. Per ottenere una completa maturazione delle uve, queste vengono piantate su pendii soleggiati disposti verso sud, ed idealmente con esposizione a ovest. La maggior parte dei vigneti valtellinesi si trova ad un’altitudine compresa tra 230 e 765 m.s.l.m., su pendii estremamente ripidi. Ciò rende la vendemmia un compito lungo e costoso, poiché la pendenza di molti vigneti è così pronunciata che la raccolta meccanizzata è impossibile. Questo a volte rende il prezzo dei vini valtellinesi alto quanto i pendii stessi. Alcuni produttori hanno però installato piccole teleferiche per semplificare il processo di raccolta dell’uva e velocizzarlo, riducendo al minimo il rischio di deterioramento del prodotto. I suoli da queste parti sono tipicamente alluvionali: ghiaiosi, ben drenati e ricchi di silice. Sono disseminati di grandi pietre che raccolgono calore durante il giorno e lo rilasciano la sera. Questo è un vantaggio importante, poiché aiuta a prevenire le gelate in primavera e modera anche l’elevata escursione termica tra giorno e notte. Queste condizioni del suolo si integrano al clima fresco ma soleggiato di questa valle, fattore importante nella creazione dello stile dei vini rossi della Valtellina, maturi e vibranti. Il vino più nobile della Valtellina è lo Sforzato, conosciuto come Sfursat in dialetto locale, il cui nome deriva dal metodo tradizionale di produzione. Il classico Sforzato di Valtellina DOCG è corposo, alcolico e ricco di sapore. Offre aromi complessi di spezie dolci (liquirizia, chiodi di garofano e cannella), prugne e uva passa. L’accenno rivelatore di catrame e rose si rivela l’ingrediente principale. Alcuni degli abbinamenti gastronomici più riusciti per questo vino sono quelli con i piatti tipici della tradizione montanara, come carne di capriolo, polenta taragna, bresaola e formaggi stagionati.


