E’ una vicenda incredibile quella che vede come protagonista L.K, 25 anni, cittadino del Gambia regolare in Italia, arrestato nell’agosto del 2016 per spaccio di droga e successivamente liberato. Per cinque anni e per tre volte alla settimana ha continuato a presentarsi presso la caserma dei Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni di via Pirandello per apporre la propria firma, come previsto dalla misura cautelare disposta dal giudice del Tribunale di Milano nei suoi confronti. Senza sapere che il provvedimento era cessato già nel novembre del 2016. Nessuno infatti aveva comunicato al giovane o ai Carabinieri che la misura dell’obbligo di firma sarebbe automaticamente decaduta col passaggio in giudicato della sentenza. Ad esporci il fatto è l’avvocato Nicolas Colnaghi, 41 anni, che ha assistito il 25enne. “La vicenda è surreale. Sin dal primo arresto, nell’agosto del 2016- spiega il legale- il mio assistito L.K. si è puntualmente recato per tre volte alla settimana dai Carabinieri per la firma rinunciando a qualunque vacanza, a rivedere i propri familiari nel paese d’origine, a trasferte di lavoro o altro per la paura di essere nuovamente arrestato. E questo fino a pochi giorni fa. Solo a distanza di cinque anni, contattandomi per una diversa problematica, L.K. ha appreso il tragico equivoco di cui era vittima. Appena sono venuto a conoscenza dell’incredibile circostanza ho avvertito immediatamente i Carabinieri, inviando loro tutta la documentazione del caso per risolvere la situazione”. L’avvocato Colnaghi esprime sconcerto per quanto accaduto: “Sono assolutamente basito da quello che è avvenuto e dal fatto che nessuno abbia avvisato L.K. di non recarsi più in caserma a firmare. Quando il mio assistito mi ha domandato se quanto stava avvenendo fosse corretto non volevo crederci. Per fortuna i Carabinieri sono stati molto collaborativi e, ricevuta la mia richiesta corredata dai documenti, hanno immediatamente provveduto a liberare L.K. da questo pesante fardello”.


