Caos e disagi questa mattina a Sesto San Giovanni per i cittadini che utilizzano i mezzi di trasporto pubblico locale. Per la giornata di oggi è stato infatti indetto da Cgil e Uil uno sciopero generale a livello nazionale di tutti i settori pubblici e privati. “La protesta intende sostenere – si legge in una nota dei sindacati – le proposte sindacali su precarietà, pensioni, fisco, lavoro e per la modifica alla Legge di Bilancio”. Lo sciopero dalle 8.45 sta coinvolgendo le metropolitane, i bus e i tram delle linee Atm con rallentamenti alla circolazione dei convogli e ritardi o cancellazioni dei mezzi di superficie che dureranno fino alle ore 15 quando il servizio tornerà regolare. Dalle 18 la serrata riprenderà fino al termine del servizio.
Siamo a oltre 134 mila morti dettati dalla pandemia e il sistema sanitario è quello di prima. Ci sono milioni di ragazze e ragazzi che lavorano in precarietà con lavori saltuari e discontinui e non c’è nella manovra una risposta al problema della stabilità del lavoro e del salario di questi lavoratori – ha dichiarato Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale -. La nostra iniziativa, come pensionati, è quella di stringere un rapporto sempre più stretto con le nuove generazioni. Non si può rompere il rapporto generazionale. Il bene dei nostri nipoti e dei nostri figli è un bene per noi stessi. È una battaglia che faremo anche per loro e insieme a loro. Per dare al Paese più eguaglianza e meno divisione. La scelta di fare lo sciopero in una situazione delicata, come è ancora quella del Paese con la pandemia, è dettata profondamente dalla responsabilità di percepire uno stato di grave sofferenza nel Paese tra milioni di persone. La politica farebbe bene ad ascoltarla, a percepirla perché questa sofferenza potrà crescere nel tempo se non troveranno soluzioni adeguate“.
“I pensionati della Cgil e della Uil scendono in piazza anche per le pensioni delle giovani generazioni. Noi crediamo che sia necessario lottare perché vi sia un sistema pensionistico anche per loro – ha affermato Valerio Zanolla, segretario generale Spi Cgil Lombardia – . Ma non tocca solo a noi. Tocca anche al governo e alle aziende, perché se questi giovani vengono assunti con un contratto di lavoro precario il loro futuro sarà incerto e quindi anche la ripresa del Paese sarà incerta“.


