“La Stalingrado d’Italia non esiste più”, aveva dichiarato lo scorso 26 giugno il rieletto sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano dopo la vittoria al ballottaggio delle elezioni Amministrative.
A replicare alle affermazioni del primo cittadino è l’Anpi di Sesto San Giovanni con un comunicato stampa firmato dalla presidente Lina Calvi.
“Dopo l’esito elettorale del ballottaggio delle elezioni Amministrative del 26 giugno 2022, su tutti i media e nei comunicati trionfanti del Sindaco Di Stefano, Sesto San Giovanni viene definita ex Stalingrado d’Italia – si legge nella nota -. Crediamo doveroso spiegare, una volta per tutte, che Stalingrado d’Italia non significa Giunte rosse per oltre 70 anni. Stalingrado significa operai della Breda, Pirelli ed Ercole Marelli che nel 1944 hanno scioperato per otto giorni consecutivi con i nazisti dentro le fabbriche”.
“Particolarmente significativi furono lo sciopero generale del 21 settembre e lo sciopero del 23 novembre del 1944 alla Pirelli Bicocca, dove i nazisti, capeggiati dal capitano delle SS Theo Saewecke, effettuarono 183 arresti; l’intervento della Direzione, peraltro minacciata di deportazione in blocco, valse a far rilasciare 27 operai – prosegue la nota -. Centocinquantasei lavoratori furono comunque deportati nei lager nazisti. Stalingrado quindi significa Resistenza, significa gente che ha resistito alla dittatura e alle minacce, come gli abitanti russi di Stalingrado hanno resistito all’assedio tedesco. Stalingrado d’Italia rappresenta quelle persone lì, che hanno pagato la loro Resistenza con la deportazione e, nella maggior parte dei casi, con la vita”.
“Ex Stalingrado non si può proprio più sentire – conclude la nota -. Non siamo ex. Quella Resistenza c’è stata, è nella storia, e nessuno, tantomeno il sindaco della città appena rieletto e la sua maggioranza, che sino ad ora non ha mai preso sufficientemente le distanze da un tragico passato, la può cancellare. E’ un onore essere Stalingrado d’Italia, Medaglia d’Oro alla Resistenza sempre”.


