Sarà una lotta ancora lunga ma di passi avanti per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, specie nelle aree metropolitane più colpite dallo smog, se ne sono già fatti. Grazie alle politiche della Lombardia, di concerto con quelle delle altre Regioni del bacino padano, i principali nemici della nostra salute come gli ossidi di azoto e le polveri sottili sono in ritirata: nell’ultimo periodo la loro presenza nell’atmosfera si è ridotta a un tasso annuo che è oltre il doppio della media Europea.
“Con il contributo del ministero potremmo fare di più”, sottolinea l’assessore regionale lombardo all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo presentando una lunga tabella di rilevazioni (Contano i dati scientifici, non le opinioni),
Tra il 2010 e il 2018 la media annua di NO2 (il biossido di azoto provocato da diversi processi produttivi anche senza combustione) nel Milanese ha segnato un calo pari a 1,32 l’g/m3 e altri confortanti risultati si registrano nelle zone di Bergamo e Brescia con miglioramenti pari a 1,26 e 1,39 l’g/m3/anno mentre nella Zona A (la Pianura) l’anno scorso è stato evidenziato il rientro completo nei limiti.
Quanto al PM10 (il particolato proveniente soprattutto dai motori a scoppio e dai processi di combustione), dal 205 al 2016 la riduzione è valutabile attorno al 35 per cento con un calo di circa sei superamenti ogni anno ( 55 per cento).
Valori confortanti pure per gli altri veleni. la concentrazione di PM2, uno dei più pericolosi (le cosiddette “polveri sottili” capaci di arrivare fino al sangue) nel 93 per cento delle stazioni di rilevamento ha rispettato nell’ultimo anno il valore limite, pari a 25 mg/m3. Sempre nei limiti, tra il 2017 e il 2018, il benzene.
A favorire questi miglioramenti iniziative per il monitoraggio dei veicoli come il Move-In e incentivi a favore per la sostituzione di quelli più inquinanti e per un più efficiente uso dell’energia. “Basta con sterili polemiche – conclude l’assessore Cattaneo -. Impegniamoci piuttosto con ulteriori proposte concrete attivandoci con il governo per ottenere azioni più incisive rispetto al Decreto Clima”. Quanto sottoscritto anche dalla Lombardia al Clean Air Dialogue del giugno scorso a Torino deve costituire un importante punto strategico per vincere questa difficile battaglia
Raffaele Biglia


