Momenti, gesti della quotidianità e attimi “rubati” sono ritratti negli scatti di Diego Rocco, 48 anni, nato a Capriate San Gervasio (Bergamo), assicuratore con la passione per la fotografia. Le sue istantanee, contenute nella raccolta “Frammenti”, sono esposte nel locale Animor Cafè di via Stoppani a Sesto San Giovanni.

Com’è nata la sua passione per la fotografia?
“Mi sono avvicinato alla fotografia nel 1998. All’inizio nutrivo semplice curiosità nei confronti della macchina fotografica, non avevo nessuna conoscenza di tempi, diaframmi ed esposizione. Lentamente ho iniziato ad interessarmi al lato tecnico attraverso i classici esperimenti, come bloccare la goccia d’acqua della fontana con un tempo breve o creare una cascata setosa con tempi lunghi“.

In che modo ha appreso stili e tecniche di scatto?
“Ho avuto l’occasione di consultare grandi quantità di fotografie incontrando così diversi stili e tecniche. Ho seguito dei corsi di storia della fotografia che hanno ampliato e arricchito la mia cultura fotografica. Visito inoltre molte mostre per attingere imparare, osservare e crescere”.

Che tipo di fotografo si definisce?
“Non riesco a definirmi un fotografo paesaggista o ritrattista, street o sportivo, credo di non potermi nemmeno definire un fotografo, ma qui il dibattito è ampio. Mi sono cimentato in diverse “categorie” per poter apprendere un po’ dell’una e un po’ dell’altra, senza mai avere un punto fisso al quale tornare, anche se ultimamente lo stile street è quello che mi stando dando più soddisfazioni“.

Presenti la sua esposizione fotografica “Frammenti”
“Ho cercato di raccogliere in questa esposizione dei pezzi di puzzle, dei momenti, gesti della quotidianità, piccoli attimi rubati, vissuti da persone che conosciamo bene, perché potremmo essere noi. I pezzi si incastrano perfettamente l’uno con l’altro perché fanno parte dello stesso disegno, la vita, ma sono distribuiti in scatole diverse.

L’immagine sul coperchio che cerchiamo di ricostruire prende forma quando due o più di queste persone si incontrano e condividono le proprie esperienze, raccontandole, facendo nascere altri frammenti, figli di quella tessera originale che ha colpito me, tanto da fotografarla. “Frammenti” vuole essere un tavolo da gioco dove lasciar cadere le fotografie in balia dell’entropia dettata dall’immaginazione di chi le osserva, in modo che ognuno di noi possa costruirci una storia”.
Foto da pagina Instagram diego_rocco_foto


