Con un comunicato inviato alla stampa Paolo Vino, candidato sindaco di Sesto San Giovanni appoggiato dai Giovani Sestesi e da una Lista Popolare, si è detto in disaccordo con alcune affermazioni pronunciate dal sindaco di Milano Giuseppe Sala nei giorni scorsi. Il primo cittadino milanese – in risposta ad una domanda dei giornalisti sull’esito delle primarie del centrosinistra a Sesto, vinte da Michele Foggetta di Sinistra Italiana – aveva dichiarato: «L’esito delle primarie a Sesto San Giovanni, che hanno visto prevalere per il centrosinistra il candidato di Sinistra Italiana Michele Foggetta, sono la dimostrazione che non c’è mai questa corsa a volersi candidare sindaco. Sembra strano ma anche in una città come Sesto San Giovanni, importante per storia e dimensione, si è arrivati un po’ alla fine con candidature che non sono certo casuali, ma che non sono riuscite a esprimere un nome molto noto da opporre a Di Stefano».
«Ho letto la dichiarazione di Beppe Sala, sindaco di Milano, nella quale si rammarica che alle prossime elezioni nella mia città non concorra nessun personaggio ‘famoso’, cosa che sminuisce il valore delle consultazioni stesse – ha affermato Vino -. E’ una dichiarazione agghiacciante, figlia di una visione distorta e pericolosa che intende la politica come un reality show modello ‘Isola dei Famosi’, appunto, e non un processo democratico di popolo. Si capisce perché poi i milanesi non vadano a votare, come successo nell’ultima elezione dello stesso Sala, dove si è toccato il punto più basso della partecipazione nella storia della Milano repubblicana. Sala sarà anche famoso e star di qualche salotto meneghino ma, a conti fatti, non rappresenta che poco più di un quinto dei suoi concittadini. Fossi in lui, farei meno passerella e più riflessioni».
«Io non sono certo ‘famoso’ come intende Sala – ha aggiunto Vino – ma sono più di vent’anni che sono impegnato per la mia città, sia sul fronte associativo che su quello politico e sono un rappresentante popolare regolarmente eletto, e tanto basta a darmi il diritto/dovere di propormi con responsabilità e trasparenza per il governo cittadino, senza essere mai passato dalle selezioni di ‘X-Factor’, a dispetto di quello che pensa Sala. E questo vale anche per gli altri candidati. Farebbe bene Sala, invece che fare dichiarazioni su Sesto, ad impegnarsi molto di più per far funzionare la città metropolitana che purtroppo per legge presiede e che in questi anni ha assolutamente snobbato e disertato, danneggiando anche Sesto stessa che dell’area metropolitana è una delle chiavi di volta».
«Quando Carlo Tognoli, a cui da sempre mi ispiro, divenne sindaco di Milano nel 1976, era tutt’altro che un personaggio da ‘red carpet’, era ‘solo’ un militante socialista e un amministratore pubblico che con il suo impegno, la sua capacità e la sua intelligenza ha segnato la storia della città e non solo, diventando il primo cittadino più amato dal dopoguerra in poi – ha concluso -. Quella è la ‘fama’ a cui ambire, ben lontana da quella da avanspettacolo paventata da Sala. Mi dispiace per l’amico Foggetta che di Sala dovrà, diciamo, subire il sostegno».


