La vicenda legale intorno alla Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, nata dalla riconversione dell’ex inceneritore, si è conclusa con un nulla di fatto per Medicina Democratica. Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Lombardia ha rigettato il loro ricorso contro il Provvedimento Autorizzatorio Unico (Pau) emesso nel 2021 dalla Città Metropolitana, che aveva dato il via libera alla trasformazione.
Il motivo della sentenza
Secondo il Tar, Medicina Democratica non ha dimostrato di avere la legittimazione per rappresentare interessi collettivi legati alla tutela ambientale. L’associazione non ha depositato documenti fondamentali come lo statuto, rendendo impossibile verificare finalità, rappresentatività e collegamento con il territorio lombardo.
Anche i cittadini firmatari del ricorso non hanno fornito certificati di residenza o documentazione che attestasse la loro vicinanza alle aree interessate dall’intervento. Le loro dichiarazioni, secondo i giudici, si limitavano a indicazioni generiche e prive di riscontri concreti. A pesare sul verdetto, inoltre, è stata l’assenza di una dimostrazione del presunto danno subito, non supportata da dati o analisi.
La nuova Biopiattaforma, il progetto
Il Pau aveva approvato la trasformazione dell’ex inceneritore in un impianto destinato a produrre biometano e, dal 2026, energia e fertilizzanti attraverso la lavorazione della Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) e dei fanghi di depurazione. Il progetto, promosso dal Gruppo Cap e da ZeroC, si basa su un modello di economia circolare con emissioni significativamente inferiori rispetto al precedente impianto.

Il presupposto del ricorso e il ruolo di Cologno Monzese
Secondo i promotori del ricorso, la Biopiattaforma sarebbe dovuta essere trattata come un nuovo impianto, richiedendo verifiche più approfondite sulla sua compatibilità con l’ambiente circostante, inclusa la vicinanza a case, scuole e parchi. Tuttavia, il Tar ha ritenuto che l’autorizzazione fosse correttamente basata sul presupposto di una modifica di un impianto già esistente.
L’uscita di Cologno Monzese e la crisi politica
Cologno Monzese, inizialmente parte del progetto, ha recentemente deciso di uscire, lasciando il suo ruolo ai comuni di Pioltello e Segrate. Questa scelta ha generato tensioni politiche e una crisi di politica nel comune colognese.


