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mercoledì , 9 Settembre 2026
Lombardia

Al Cimitero Monumentale di Milano va in scena il monologo di Franca Rame “Lo stupro”, quando le Donne diventano voci

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“Il rispetto nasce da noi, ma deve anche esserci riconosciuto. Spesso penso alle persone che ho conosciuto nella mia vita e alle donne che ho incontrato in tanti anni. Credo che il momento sia molto brutto oggi, e non solo per noi donne. Noi donne anziane, però, abbiamo una missione: continuare a dialogare con le giovani per non lasciarle sole. Una speranza ancora c’è” (Franca Rame, intervista su Liberetà). E in occasione della ricorrenza del decennale della scomparsa di Franca Rame, il Cimitero Monumentale – dove l’attrice riposa – in collaborazione con il Cetec (Centro Europeo Teatro e Carcere) e la Fondazione Fo Rame, sabato 23 settembre, mette in scena il monologo “Lo Stupro”, scritto da Franca Rame. Una serata di riflessione e denuncia sulla violenza di genere, anche rispetto ai molti fatti di attualità. La scalinata del Famedio si illuminerà come un teatro per accogliere un’interpretazione asciutta e intensa del monologo recitato da Gilberta Crispino, con la direzione di Donatella Massimilla.

Alla serata interverrà anche Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame e nipote di Franca Rame. “Nel 1975 Franca Rame diede voce a una terribile violenza di cui lei stessa, come si sarebbe saputo più tardi, era stata vittima – dichiara l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani -. A dieci anni dalla sua scomparsa, con questo evento nel luogo dove lei riposa, vogliamo ricordare il coraggio di una grande donna, e non solo. Le sue parole suonano oggi come un monito, perché rappresentano un messaggio di grande e potente attualità. In un periodo storico in cui le cronache sono purtroppo costellate da storie di femminicidi, abusi e soprusi a danno delle donne, è davvero importante ascoltare un monologo che è diventato un vero e proprio manifesto contro la violenza di genere. Per questo ci tengo a ringraziare il Cetec, la Fondazione Fo Rame e la direttrice del Monumentale, Giovanna Colace, per aver voluto promuovere una serata di riflessione e denuncia così intensa, cui invito tutte e tutti a partecipare”. 

Perché l’attualità e la capacità di denuncia delle parole di Franca Rame sono davvero impressionanti. “Il Cetec le aveva usate all’inaugurazione della panchina rossa nel giardino davanti lo Spazio Alda Merini – racconta la regista Donatella Massimilla, che dirige artisticamente la casa museo da due anni -. All’attrice, che si è molto battuta per le donne, la chiusura degli ospedali psichiatrici, per Soccorso Rosso, il Centro Europeo Teatro e Carcere ha anche dedicato un murales accanto a quello di Alda Merini, opera dell’artista Cristina Donati Mayer”. “Recitare questo monologo oggi è un grido contemporaneo necessario e forte, un pugno nello stomaco che fa riflettere e agire, perché non si può più tacere, non si può più stare immobili”, conclude l’attrice Gilberta Crispino. Era il 1975 quando Franca Rame salì sul palco recitando, per la prima volta, il monologo, e introducendolo al pubblico come una testimonianza ricevuta per lettera. Nessuno dietro le quinte, o in platea, si aspettava quel pezzo. Solo nel 1987, durante la trasmissione “Fantastico” di Celentano, l’attrice rivelò apertamente che il testo era di natura autobiografica. A Milano, infatti, il 9 marzo 1973, cinque paramilitari di estrema destra spinsero Franca Rame, intenta a camminare per strada, in un furgone. Prima la violentarono e torturarono, per poi abbandonarla in un parco. Il monologo è il racconto della sua esperienza. L’anno successivo Franca Rame diede avvio ad una campagna di lotta contro la legge italiana sulla violenza sessuale che, all’epoca, considerava ancora lo stupro come una violenza contro la morale e non contro la persona. “Questa serata – conclude Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame – dialoga con il progetto Panchine Rosse per Franca Rame che vede, grazie alla collaborazione tra la nostra fondazione e il Cetec, tornare per le strade il teatro di Franca e Dario. Il nostro obiettivo è quello di portare questo monologo in luoghi inusuali come le panchine, ma anche nelle scuole e in tutti quegli spazi che ci consentiranno di incontrare persone disposte all’ascolto e alla riflessione, in modo da uscire dalla retorica e cercare veramente un cambiamento, per far sì che non si ripetano più le violenze di cui tanto sentiamo parlare in questo periodo”. 

Il monologo, la cui durata è di 11 minuti, verrà proposto due volte, alle ore 20 e alle 21 di sabato 23 settembre. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Non sono previsti posti a sedere. 
Per informazioni [email protected]  – 02.88441274 

Alessandra Pirri

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