
«Ho appoggiato con piena convinzione la sfiducia all’assessore Grandi non per questioni personali o pregiudizi politici, ma per una questione meramente professionale. Non dimentichiamo che tra le sue deleghe l’assessora, oltre alla gestione del verde, ha anche quelle alla definizione delle politiche ambientali, al progetto città resilienti e alla gestione dei grandi eventi. E quindi, oltre ai danni successivi alla tempesta del 25 luglio, pensiamo anche al peggioramento della viabilità a causa della costruzione di piste ciclabili pericolose e inutili; alle «belle novità» relative all’Area B e C; alla gestione disastrosa dei tombini, molti dei quali ostruiti da detriti e macerie; alla gestione degli eventi a San Siro, La Maura e Ippodromo che provocano disagi enormi e inquinamento dell’aria e acustico, e alle case gestite da MM, che consumano il doppio di quanto dovrebbero e inquinano di conseguenza. Ecco, in un’azienda normale, alla luce di questi «risultati», si rimarrebbe in attesa che l’amministratore delegato, ovvero il sindaco Sala, anziché dar vita a una sceneggiata imbarazzante come quella alla quale abbiamo assistito oggi, traesse le conseguenze e a stretto giro cambiasse la manager in questione. In questo caso, purtroppo, non andrà così. L’atto di sfiducia verso l’assessora di oggi rappresenta il segnale della nostra fiducia nella possibilità che questa città possa rigenerarsi soltanto quando tornerà a essere amministrata con buon senso e capacità».
Così la presidente di Noi Moderati nel Comune di Milano Mariangela Padalino commenta la mozione di sfiducia all’assessore all’Ambiente e al Verde Elena Grandi discussa oggi nel corso del Consiglio comunale di Milano.


