Migliorano le condizioni di Carlo Gaeta. Il giornalista monzese, ricoverato da ormai un mese all’Ospedale di Legnano dopo aver contratto il Covid-19, è tornato a parlare sui social lanciando segnali positivi e messaggi di speranza. Gaeta ha inoltre invitato tutti a seguire comportanti adeguati per tornare, prima possibile, alla normalità. Ecco, di seguito, il suo ultimo resoconto.
Quattro letti liberi
La sensazione oggi è positiva, non solo per il decorso della mia malattia, ma finalmente per le notizie che giungono dall’esterno, confermate dal personale medico e infermieristico dell’ospedale di Legnano nel quale sono ricoverato.
Questa notte nel mio reparto Covid quattro letti sono rimasti liberi, dopo giorni e giorni di continui ricoveri, con un andirivieni angosciante di ambulanze che osservavo con grande preoccupazione dalla finestra della camera di terapia intensiva.
Un piccolo segnale, importante comunque, che potrebbe significare l’inizio di un’inversione di tendenza, confermata in parte dalle notizie che arrivano dai TG.
Non c’è affatto da esultare. Dobbiamo solo sperare; e soprattutto non dobbiamo mollare. Non dobbiamo pensare che sta finendo e iniziare ad allentare le modalità di prevenzione, il distanzamento sociale, la clausura domestica.
Sarà ancora lunga. Ci vorranno molte settimane ancora per tornare ad una normalità che, almeno nell’immediato, non potrà mai essere quella di prima. Resistiamo!
A chi è frustrato, depresso, incazzato perché costretto a stare in casa, a indossare obbligatoriamente la mascherina, a uscire solo per fare la spesa, ben distanziato dagli altri, vorrei garbatamente ricordare che la mia battaglia contro il Covid-19 è iniziata esattamente il 5 marzo, quindi abbiamo superato abbondantemente il mese, mentre oggi ‘festeggio’ il 25° giorno di ricovero, tra terapia intensiva e bassa intensità. Manca ancora qualche giorno alle dimissioni, dopo la necessaria stabilizzazione. Quindi, la quarantena finale, ancora in solitudine, senza vedere nessuno. Nell’attesa di essere dichiarato negativo e ‘santificato’, speriamo, per aver prodotto gli anticorpi al virus.
Questo il mio lungo Calvario.
Voi continuate sereni a produrre in casa pasta, pane, pizza, dolci. A cucinare piatti da chef, a fondere forni e televisori, a distruggere il divano, a tenere a bada i figli. Così proteggere voi stessi e gli altri. Così forse altri letti rimarranno liberi e le camere d’ospedale destinate al Covid verranno via via chiuse.
Non molliamo proprio adesso!


