La scritta choc «Z Zelensky Juden» («Zelensky ebreo») è comparsa nella giornata di ieri sulle vetrate sotto i portici dell’ex sede della Banca di Credito Cooperativo in via Cesare da Sesto a Sesto San Giovanni. Altre Z, a poca distanza, sono state disegnate sul pavimento del mezzanino della stazione della metropolitana di Sesto Marelli. A denunciare il fatto con un post su Facebook è stato Alberto Bruno, candidato alle primarie del centrosinistra con la lista civica Un senso per Sesto.
«Non occorre essere Sherlock Holmes – ha scritto Bruno – per riconoscere la mano di qualche vigliacco nazifascista che prima disegna la ‘Z’ assurta a simbolo di sostegno della guerra di Putin, dopo essere stata replicata dai sui carri armati che hanno invaso l’Ucraina, poi dà dell’ebreo (juden) a Zelensky. Un minestrone ideologico indegno e incurante di verità e atrocità storiche che colpisce Sesto San Giovanni in modo non casuale».
«Non si tratta – ha aggiunto – di spendere parole retoriche ricordando il ruolo di Sesto, medaglia d’oro al valor militare per il contributo dato alla Resistenza, con le sue centinaia di deportati, partigiani e caduti, né si pecca di dietrologia sottolineando che siamo ormai in campagna elettorale e che bisogna garantire un sereno confronto, respingendo le provocazioni e vigilando sui tentativi più o meno pericolosi di seminare tensione e paura. Un compito quest’ultimo che compete in modo particolare alle forze dell’ordine, nelle loro varie articolazioni. Occorre indagare su quanto avvenuto e fare tutto il possibile per prevenire ulteriori azioni di questo tipo. Anche difendendo la nostra democrazia e i nostri valori si garantisce la sicurezza della città».


