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sabato , 12 Settembre 2026
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A tu per tu con il candidato sindaco Rosignoli di Azione: “Ecco come vorrei la mia Sesto”

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Una città curata, sicura, più attrattiva e attenta ai temi dello sport, della salute e della mobilità. Così Massimiliano Rosignoli, 33 anni, candidato sindaco di Azione per le prossime elezioni amministrative immagina la nuova Sesto San Giovanni. Nato a Milano, ma residente nell’ex Stalingrado d’Italia da diversi anni, Rosignoli, che si è diplomato al liceo scientifico Casiraghi del Parco Nord e si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Milano, nella vita fa l’avvocato ed è anche segretario locale del partito fondato da Carlo Calenda. «La passione per la politica – ha spiegato al nostro giornale – andava di pari passo con la mia professione. Non appena si è presentata l’occasione, non ho esitato a scendere in campo». Azione ha annunciato in questi giorni la formazione di una coalizione con Italia Viva in vista delle comunali. «Vogliamo creare – ha spiegato Rosignoli – un polo riformista, politicamente omogeneo, che possa rappresentare una seria e concreta alternativa all’attuale Amministrazione». 

Quali sono le sue idee per rinnovare la città?

«Ritengo necessari il miglioramento del servizio di igiene urbana e il recupero delle zone degradate per renderle più vivibili. Maggiore attenzione va riservata alla mobilità che deve incentivare il trasporto alternativo ma non penalizzare quello privato. Da questo punto di vista Sesto è rimasta immutata. Poi c’è il tema dello sport. Le strutture sportive della città hanno un passato glorioso ma negli ultimi anni sono state trascurate. Serve ridare importanza a questi impianti anche con l’organizzazione di eventi settimanali che possano coinvolgere i sestesi. Un esempio potrebbe essere il ritorno della storica marcia del Primo Maggio, allargando la partecipazione pure ai non professionisti». 

A Sesto è più che mai attuale il problema della carenza dei medici di base. Secondo lei in che modo si potrebbe risolvere?

«Il problema anzitutto va affrontato con un costante dialogo con gli enti competenti per cercare di trovare le soluzioni migliori. Una di queste potrebbe essere la stipulazione di una collaborazione tra Ats e le nuove strutture ospedaliere che sorgeranno nella Città della Salute. Si potrebbe sfruttare la presenza degli specializzandi che verranno accolti nello studentato e, tramite un accordo, permettere loro di rendersi disponibili praticando la professione. In attesa che la Regione Lombardia riesca a colmare questa mancanza, si potrebbe beneficiare dell’arrivo del polo sanitario». 

Cosa pensa del progetto di riqualificazione delle ex aree Falck?

«Si tratta di un’operazione urbanistica molto complessa. Ritengo che sarebbe utile collegare il progetto di MilanoSesto con la città già esistente. Credo che nelle ex aree Falck vadano attratte le aziende del futuro. Nutro invece forti perplessità sulle volumetrie così accalcate per una questione sia di viabilità sia di vivibilità. In questo senso la costruzione dello stadio non rappresenta secondo me una priorità». 

Che idea si è fatto del nuovo piano della sosta a pagamento?

«Dal punto di vista della viabilità non porta a nessun miglioramento. Il problema dell’ingresso dei pendolari a Sesto si sarebbe dovuto affrontare insieme a Città Metropolitana trovando una soluzione condivisa anche con le altre Amministrazioni comunali dell’hinterland. A mio avviso gli introiti delle strisce blu dovrebbero essere utilizzati per migliorare il sistema della sosta. Un piano del genere andrebbe introdotto poi nelle vie dove c’è maggior penuria di box privati. Ritengo poco utile infine la suddivisione del progetto in zone: un residente può parcheggiare sotto casa sua, ma se vuole cambiare quartiere deve pagare senza che sia previsto il quarto d’ora gratuito». 

Molti negozi a Sesto stanno chiudendo. Come si potrebbe valorizzare il commercio?

«Vista l’attualità della questione, penso che sarebbe opportuno introdurre la possibilità di sostare gratuitamente per la prima mezz’ora. Una misura che aiuterebbe molto il commercio di vicinato. E’ poi necessaria una rivitalizzazione dell’asse commerciale. Un obiettivo deve essere quello di riuscire ad attirare nella Sesto “vecchia” i dipendenti che andranno a lavorare nella Città della Salute. Queste persone non dovranno essere solo di passaggio: sarà importante legare MilanoSesto con la città costruita. Fondamentale è infine lo sviluppo del marketing territoriale e la collaborazione tra negozianti e associazioni». 

Altro tema attuale in città è quello della casa. Ci esponga il suo pensiero. 

«A mio parere la Giunta non ha voluto gestire il problema in maniera adeguata. E’ mancata l’attenzione verso i cittadini che svolgono lavori a tempo pieno con basse retribuzioni. Per quanto riguarda gli alloggi popolari, è evidente che la pandemia ha inciso molto sulla possibilità economica delle persone». 

Come giudica l’operato di questa Giunta?

«Credo che in questi cinque anni sia mancato un progetto complessivo per la città: si è sempre proceduto per singoli interventi, molto spesso promossi dal privato. Ho trovato eccessivo l’obiettivo dell’Amministrazione comunale di voler avviare lavori a tutti i costi. Per quanto riguarda sport e cultura mi è sembrata chiara la volontà della Giunta di interrompere i rapporti con le associazioni». 

Diego Mandarà

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