Deprimente. Orgoglio Sestese ha utilizzato questo aggettivo per definire la prestazione della Pro Sesto contro la Virtus Verona di ieri pomeriggio al Breda. Nessuna idea, zero gioco e un risultato che parla da sé: un 2-0 che forse sta pure stretto agli ospiti per quello che si è potuto vedere sul campo. “Contro la Virtus Verona non c’è stata partita – ha commentato Orgoglio Sestese -. E se ancora era possibile, è stato toccato il fondo. Una vittoria, quella dei veneti, meritata e mai in discussione”. Secondo la tifoseria biancoceleste il motivo dell’attuale momento negativo va, ovviamente, ricercato nell’organico che, in termini di esperienza e di partite giocate tra i professionisti, è sempre inferiore a quello dell’avversario che si trova di fronte. “Per questo – ha proseguito Orgoglio Sestese – non ce la sentiamo di gettare la croce addosso ai ragazzi che vanno in campo. A nostro avviso danno sempre il massimo per quanto nelle proprie corde e nelle proprie possibilità“. L’unica nota positiva di una giornata da dimenticare è stato l’esordio di un ragazzo del settore giovanile della Pro Sesto tra i professionisti. Si tratta di Matteo Ferrero, classe 2002, attaccante, figlio del Patron biancoceleste Mauro, che ha giocato per oltre 25 minuti. “Finalmente – ha concluso Orgoglio Sestese -. I prodotti del vivaio sestese in prima squadra latitano da troppo tempo. Ma visto come siamo messi è solo un dettaglio”.
Nella foto Matteo Ferrero, attaccante della Pro Sesto


