Del tutto inaspettata, tale da risultare un vero colpo di scena, la decisione del gip del Tribunale di Milano di non convalidare il fermo -eseguito con la collaborazione dei Carabinieri di Sesto San Giovanni-, di 7 degli 8 componenti di una banda ben più numerosa di ladri seriali, di etnia rom, autori di diversi furti all’interno di aziende situate in provincia di Milano e Monza Brianza, oltre che di ricettazione di rame, ottone, bronzo, macchinari industriali ed utensili da lavoro, tutti frutto della loro attività criminale. Decisione motivata dal non dimostrato pericolo di fuga, ad esclusione del ricettatore del gruppo -per lui era già pronto un biglietto aereo per le Canarie, probabilmente di sola andata. Ma la gioia per gli indagati è durata ben poco. Il magistrato ha infatti contestualmente disposto nei loro confronti la custodia cautelare in carcere al fine di evitare una reiterazione dei reati e per stroncare sul nascere il supporto all’attività criminale delle altre persone non ancora identificate e rimaste in libertà. I decreti di fermo, disposti dalla Procura della Repubblica di Monza, sono arrivati al termine di un’indagine avviata a seguito di un furto di 400 chili di rame in un’azienda di Paderno Dugnano il 7 gennaio scorso, cui sono seguiti altri 31 furti e quattro episodi di ricettazione, per un totale di oltre 200mila euro. Le rapine venivano curate nei minimi dettagli: i ladri studiavano le zone da colpire effettuando sopralluoghi e negli orari notturni entravano in azione. Utilizzavano furgoni rubati o altri mezzi da lavoro come arieti per sfondare cancellate e perimetri delle aziende. Una volta rubato il materiale al loro interno si recavano subito dal ricettatore di fiducia per consegnare la merce. Luogo di ritrovo della banda era il piazzale di via Bolla 30 a Milano.
Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’utilizzo di dispositivi gps e di telecamere nascoste hanno permesso ai Carabinieri di individuare il loro modus operandi. Sono state 15 le persone fermate, tra cui un minorenne. Altri complici sono in fase di identificazione. Per dodici di loro è stata contestata, a vario titolo, l’associazione a delinquere (chi controllava la piazza di smercio delle refurtiva, chi eseguiva materialmente i furti, chi era addetto ai sopralluoghi delle ditte dal depredare). Il primo furto- secondo quanto emerso dalle indagini dei militari- commesso dalla banda di ladri risale allo scorso 3 gennaio in una azienda di Ornago, in provincia di Monza e Brianza. Sono stati rubati veicoli, macchinari industriali e grande quantità di rame. In alcuni casi il valore delle merce prelevata superava i 30mila euro. Sono inoltre stati contestati 37 capi di imputazione, di cui 28 furti accertati. Il pm del Tribunale di Milano ha chiesto per tutti gli indiziati il provvedimento della custodia cautelare in carcere. La maggior parte dei componenti della banda risulta avere precedenti per reati contro il patrimonio, possedere residenze fittizie ed essere senza fissa dimora o senza lavoro. Nel corso dell’udienza di convalida del fermo quasi tutte le persone indagate hanno ammesso i reati contestati giustificandosi con il fatto che, essendo assidui consumatori di droga, avevano bisogno di procurarsi denaro per acquistarla.
Alessia Testori


