Sta riscuotendo un discreto successo “Il piacere della birra. Come produrla in casa”, il nuovo libro pubblicato di recente da Maurizio Ghezzi, 63 anni, sestese doc, medico per 37 anni nel reparto di Chirurgia Plastica e Riparatrice della Mano presso il centro traumatologico ortopedico di Milano, ora in pensione.
“A dicembre dello scorso anno -spiega Ghezzi-, avendo raggiunto i requisiti per poter accedere alla pensione, ho smesso di praticare la mia attività di medico. Da quel momento ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alle mie passioni: l’apicoltura, la distillazione di oli essenziali per aromaterapia e la produzione di birra artigianale. L’approfondimento di quest’ultimo interesse mi ha portato alla stesura del libro “Il piacere della birra. Come produrla in casa”. Il testo ė indirizzato a tutti gli amanti di questa bevanda che avessero la voglia e il piacere di provare a produrla personalmente. La produzione in autonomia della birra è ormai un hobby alla portata di tutti. Nel libro sono contenute le indicazioni, trascritte nella maniera più semplice possibile, affinché chiunque voglia debuttare in questa attività sia messo nella condizione migliore per poterlo fare”.
“E’ cosa ormai risaputa che l’industria brassicola italiana ha raggiunto un livello qualitativo di pregevole sostanza– prosegue l’ex medico-. Mi riferisco soprattutto alle birre confezionate dai numerosi birrifici artigianali presenti in Italia i cui prodotti hanno ricevuto e continuano a ricevere tanti e importanti riconoscimenti, anche internazionali. Le migliori creature in arte brassicola prendono corpo in tanti e preziosi microbirrifici situati nel Belpaese. Forse però non tutti sanno che produrre in autonomia una buona birra è abbastanza semplice. La birra nasce da un meraviglioso procedimento alchemico. E grazie alla sapiente miscelazione di acqua, malto, con aggiunta di luppolo, porta alla formazione di un liquido denso e zuccherino: il mosto. Quest’ultimo, messo a fermentare con particolari lieviti, dà vita alla gustosa bevanda che noi tutti conosciamo. La birra, se assunta nelle giuste quantità. è in grado di apportare benefici alla salute. Un abuso di tale bevanda, al contrario, potrebbe al contrario arrecare danni all’organismo”.
“Questa bevanda è ricca di sali minerali- sottolinea Ghezzi-. In essa troviamo un’alta concentrazione di silicio, un minerale che, secondo recenti studi clinici, è in grado di intervenire in maniera positiva sull’apparato scheletrico umano garantendo un suo miglior stato di salute. Il silicio stimola il metabolismo del calcio, favorisce la formazione del collagene e fortifica le ossa e il tessuto connettivale risultando utile in caso di demineralizzazione, decalcificazione e osteoporosi. Previene l’invecchiamento cellulare contribuendo a migliorare, fra l’altro, l’invecchiamento dei vasi sanguigni. Lo xantumolo e il suo derivato (desossi-metil-xantumolo), flavonoidi contenuti nella birra ed estratti dall’infusione del luppolo, possiedono un’azione di inibizione sulla proliferazione delle cellule tumorali. Inoltre è ormai noto ai più che il moderato consumo di alcol è associato ad una riduzione delle malattie del sistema cardio vascolare e del diabete di tipo due“.
“Infine, secondo quanto emerso da studi statistici, – conclude l’autore del libro- le persone che bevono due bicchieri di birra o uno di vino al giorno denotino processi di elaborazione mentale decisamente più vivaci rispetto a persone astemie della stessa età. Gli stessi lavori statistici hanno dimostrato che coloro che assumono birra con moderazione sono più felici e sono predisposti in misura molto minore al suicidio”.
Alessia Testori


