“Disdire un appuntamento per il vaccino anti Covid è persino più difficile che prenotarlo”. Inizia così la segnalazione giuntaci in redazione da parte di una cittadina che il prossimo 8 aprile, come da appuntamento, avrebbe dovuto accompagnare la madre di 80 anni a fare il vaccino contro il Coronavirus presso l’ospedale di Sesto San Giovanni. Purtroppo l’anziana donna, a causa di un altro problema di salute, è stata ricoverata in un presidio ospedaliero diverso. Per questo motivo-spiega la figlia- “vorremmo disdire la prenotazione precedente ma non è chiara quale sia la procedura da seguire”. Quella che sarebbe dovuta essere normale prassi, per i protagonisti della vicenda si è trasformata in un’Odissea infinita. “Abbiamo provato a contattare direttamente l’ospedale di Sesto-racconta la figlia-. Nessuna risposta. Poi alcuni numeri verdi. Idem. Il Cup afferma di non avere le competenze per poter agire. Ora l’ultima speranza la ripongo nell’Urp del nosocomio al quale ho segnalato il problema”. La signora che ci ha esposto il fatto ha una sola speranza: “Mi auguro che la dose di vaccino che sarebbe spettata a mia madre possa essere inoculata ad un’altra persona”. “Come andrà a finire?”, si chiede infine la cittadina sestese. Ovviamente speriamo che tali disagi burocratici possano risolversi nelle prossime ore, visto che l’8 aprile è dietro l’angolo. Ci poniamo però un quesito (che rivolgiamo anche agli enti competenti): come mai una persona che ha la necessità (e quella esposta in precedenza lo è) di disdire un semplice appuntamento deve riscontare tutti questi problemi ricevendo una scarsa, per non dire assente, assistenza? Va bene che siamo di fronte ad una grave emergenza la quale, per forza di cose, ha creato intoppi, anche e soprattutto di questo tipo. Però non può diventare la scusa per adagiarsi.


