Una delle aziende simbolo di Sesto San Giovanni (che dal 2027 lascerà la città), il gruppo Campari, ha nominato Simon Hunt come nuovo chief executive officer. Hunt, già ceo di William Grant & Sons, porta con sé un’esperienza di oltre 30 anni nel settore degli spirit a livello internazionale, con un particolare focus sul mercato strategico degli Stati Uniti. Subentrerà agli attuali co-ceo ad interim, Paolo Marchesini (chief financial and Operating Officer) e Fabio Di Fede (chief legal and M&A Officer).
La dichiarazione del nuovo ceo
Simon Hunt si è detto entusiasta della nuova sfida: “Sono onorato ed entusiasta di cogliere questa straordinaria opportunità e non vedo l’ora di collaborare con un team di leadership così talentuoso come quello di Campari Group. Intendo continuare a consolidare l’eredità e i successi del Gruppo, portando la sua crescita a livelli ancora più elevati”.
Hunt ha sottolineato la sua stima per Campari: “Durante i miei oltre tre decenni di esperienza nell’industria degli spirit, ho sempre nutrito grande ammirazione per Campari Group. La sua storia unica, il portafoglio di brand iconici e la continua sovraperformance lo rendono un’azienda straordinaria.”
Campari brilla a Piazza Affari
La notizia della nomina di Hunt ha avuto immediati effetti positivi sul mercato. Dopo l’annuncio, il titolo Campari è volato a +4,94% a Piazza Affari nelle prime ore di contrattazione, dimostrando la fiducia degli investitori nella nuova leadership e nel futuro del gruppo.
Campari lascerà Sesto San Giovanni
Nonostante l’annuncio positivo della nomina del nuovo ceo, per Sesto San Giovanni c’è anche una nota dolente: come già annunciato, il gruppo Campari, attualmente con sede in città, nei prossimi anni trasferirà i suoi uffici a Milano. La scelta rappresenta una perdita significativa per Sesto San Giovanni, che da sempre ha ospitato il quartier generale del colosso degli spirit.
Il trasferimento di Campari segnerà la fine di un’epoca per Sesto San Giovanni, una città che ha ospitato alcune delle aziende più importanti d’Italia e che negli ultimi anni, purtroppo, ha visto la fuga di alcune di queste.


