Il Tribunale di Monza ha inflitto 6 anni e 4 mesi con il rito abbreviato a tre dei rapinatori, tutti italiani di età compresa tra i 20 ed i 37 anni, che erano stati individuati e denunciati nel mese di agosto dell’anno scorso dai carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni dopo quasi quattro mesi di indagini. Sei anni invece per per il complice che era stato arrestato dai militari dell’Arma il flagranza di reato. Un quinto imputato, un uomo di 45 anni pregiudicato per droga, non ha scelto nessun rito alternativo ed è stato rinviato a giudizio. Proverà a dimostrare la propria innocenza. Erano stati i carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni ad arrestare i componenti della banda ritenuta responsabile della rapina commessa in casa del proprietario di una ditta di trasporti. Nel corso delle indagini è emerso che ad organizzare il colpo era stato un dipendente dell’azienda stessa: un uomo di 37 anni che nelle settimane precedenti all’accaduto aveva accumulato un debito di 5mila euro nei confronti del proprio datore di lavoro. Il 37enne tre giorni prima della rapina si era assentato per malattia e aveva assicurato alla vittima 49enne che in tempi brevi avrebbe restituito il denaro che gli era stato prestato. L’uomo, in realtà, era in contatto già da tempo con i complici ai quali aveva rivelato che il datore di lavoro conservava importanti somme di denaro contante, 11mila euro circa, in una piccola tavernetta utilizzata come ufficio. I due rapinatori, accompagnati da altri due complici che fungevano da palo, hanno così raggiunto l’abitazione del 49enne a bordo di uno scooter rubato e armati di coltelli da macellaio. Il colpo, però, non è andato a segno e uno dei due banditi è stato bloccato dall’intervento di alcuni vicini di casa ed è stato poi arrestato dai Carabinieri. Nel corso dell’interrogatorio l’uomo ha raccontato ai militari che il suo complice era uno zingaro incontrato a Quarto Oggiaro il giorno stesso della rapina. Durante il furto è rimasta ferita anche la figlia 11enne del proprietario dell’azienda di trasporti. Tre dei cinque componenti della banda si trovavano già in carcere, mentre gli ultimi due erano a piede libero: si tratta di un 37enne residente a Paderno Dugnano e un 20enne di Quarto Oggiaro.


