Non avevano voluto sentire ragioni gli agenti della Polizia locale di Sesto alle giustificazioni dell’uomo che non aveva l’autocertificazione per andare a fare la spesa nelle fasi più gravi dell’emergenza Coronavirus. Così era scattata la multa, a un senzalavoro e indigente, ma ci ha pensato la Prefettura di Milano ad annullare il verbale. Ma andiamo con ordine.
In piena pandemia quando si era costretti a stare in casa e c’era l’obbligo dell’autocertificazione per potersi muovere, anche per fare la spesa, la Polizia locale sestese aveva fermato e multato A.F, un cittadino nigeriano con regolare permesso di soggiorno che era appena uscito per fare la spesa. All’uomo era stato inflitto un verbale da 400 euro. Un atto, quello da parte della Polizia locale, apparso come un vero e proprio accanimento. Infatti A.F, immigrato, indigente, rimasto senza lavoro dopo la pandemia, era sprovvisto di computer e stampante per poter stampare i moduli dell’autocertificazione. Ma i vigili, nonostante la mediazione telefonica di un docente universitario che l’aveva incontrato per strada e si era adoperato per cercargli un lavoro, non avevano voluto sentire scuse. A quel punto la persona multata ha presentato ricorso alla Prefettura di Milano. Adesso il prefetto – come ha precisato l’ex sindaco di Sesto Monica Chittò in una lettera inviata al Corriere della Sera e pubblicata oggi – ha accolto la richiesta di annullamento del provvedimento. Per il nigeriano, a cui era stato elevato un verbale, che la logica dice ingiusto anche perché il Governo si era premurato in quel periodo di avvisare tutti i cittadini che non potevano stampare l’autocertificazione ci pensavano le Forze dell’Ordine, si è così risolto tutto per il meglio.


