Domani, venerdì 20 maggio, alle ore 18, in Largo Lamarmora a Sesto San Giovanni la coalizione Reinventiamo Sesto promuove l’incontro dal tema “Il rilancio dell’ex Falck per una città più bella e più giusta”. Saranno presenti Michele Foggetta, candidato sindaco di centrosinistra, Gabriele Pasqui, docente di politiche urbane del Politecnico di Milano, Emilia Costa, docente di paesaggistica al Politecnico di Milano, e Luca Ceccattini, architetto ed ex presidente Parco Media Valle del Lambro. Il dibattito verrà moderato da Angelo Gerosa di Sinistra Italiana.
«Estesa per una superficie di circa 1 milione e 400mila metri quadrati, quello dell’area denominata ex Falck è uno dei più grandi recuperi urbanistici d’Europa – si legge in una nota -. Inizialmente il progetto, firmato da Renzo Piano, intendeva operare una “ricucitura urbana” al fine di unire le due parti di Sesto San Giovanni divise dalla ferrovia e dalle ex aree industriali Falck. Dopo l’acquisto, da parte di alcuni investitori arabi, di una porzione di 140mila metri quadrati dell’area, Renzo Piano ha abbandonato il progetto ma sono state riconfermate le infrastrutture fondamentali come la Stazione a ponte e la nascita della Città della Ricerca e della Salute. È stata modificata invece l’area dedicata al grande parco frutto del concorso internazionale di idee svolte nel 1999 dai più grandi architetti europei».

«Questo, infatti, sarà frammentato in più parti di cui alcune evidentemente al servizio delle nuove costruzioni e altre con una valenza economica di attività ludiche di cui bisognerà comprendere l’attuale fruibilità da parte dei sestesi – prosegue la nota -. . Infatti, così lo descrive Andrea Bulloni di Land “a contatto con i residenti, con una dinamicità diversa”».
«Totalmente assente una quota dedicata all’edilizia sociale e questo rivela i veri destinatari del progetto – conclude la nota -. I cantieri che trasformeranno le grandi aree dismesse dovranno mettere al primo posto la sicurezza sul lavoro. Il Comune dovrà perseguire questo obiettivo assumendo tutte le iniziative politiche e amministrative possibili: dalla sensibilizzazione dei soggetti protagonisti, alla sottoscrizione di patti con le parti sociali e produttive. Dovrà vigilare, coordinandosi con gli Enti preposti al controllo, sull’idoneità delle imprese e sul rispetto di ciò che è previsto dal Testo Unico sulla sicurezza. Per i cantieri delle aree in trasformazione la sicurezza dev’essere una priorità: che nessuno si faccia male».


