Si chiama Luca Rivolta il primo volontario ad aver ricevuto ieri all’ospedale San Gerardo di Monza la dose iniziale del vaccino italiano contro il Covid 19 ideato da Takis e sviluppato in collaborazione con Rottapharm Biotech. Luca Rivolta ha 21 anni ed un cuoco monzese. “Sono fiero di aver preso parte ad un progetto così importante e spero di poter dare una mano a tutti avendo testato questo vaccino” ha spiegato Luca, confessando di aver avuto un pizzico di timore, subito superato dalla professionalità dei medici che l’hanno assistito. “Ho deciso di partecipare perché, a mio avviso, in questo periodo tutti devono dare una mano e cercare di limitare i danni e infatti si sono proposte molte altre persone oltre a me – ha detto ancora il giovane -. Al momento mi sento molto bene fisicamente, solo un po’ di rossore nel punto in cui sono stato vaccinato all’inizio, ma poi nessun altro problema”. Se la sperimentazione andrà a buon fine, il vaccino potrebbe essere disponibile nei primi tre mesi del 2022, come ha confermato il professor Lucio Rovati, presidente e direttore scientifico di Rottapharm Biotech. Finora sono stati 1.200 i volontari che si sono fatti avanti per poter sperimentare questo nuovo vaccino. Per la prima volta in Europa la dose viene somministrata attraverso il Dna utilizzando il sistema dell’elettroporazione, ovvero una lievissima scossa data da una speciale pistola che permette di rompere il Dna. Questo fa sì che la produzione di proteine, e quindi il richiamo di anticorpi, sia più rapido.


