Striscia la Notizia non è più una certezza del palinsesto Mediaset. Dopo l’ultima edizione andata in onda nel 2026, la trentottesima della sua storia, il futuro del tg satirico ideato da Antonio Ricci è in sospeso. Pier Silvio Berlusconi ha parlato di “pausa”, spiegando che Mediaset avrebbe valutato con Ricci come orientare il futuro del programma dopo un tentativo di rinnovamento non semplice per un format in onda da quasi quarant’anni. La parola chiusura, quindi, va maneggiata con cautela: Striscia non ha un ritorno immediato annunciato, ma la sua assenza dal cuore del palinsesto segna comunque la fine di un’epoca televisiva.
Striscia la Notizia: la storia del tg satirico che ha cambiato la tv
La storia comincia il 7 novembre 1988, non su Canale 5 ma su Italia 1. Striscia la Notizia nasce come tg satirico breve, costruito sull’idea di deformare il linguaggio dell’informazione televisiva e trasformarlo in tormentone. Nel 1989 sbarca su Canale 5, dove diventa uno dei titoli simbolo dell’access prime time. Il programma attraversa Prima Repubblica, Tangentopoli, Seconda Repubblica, televisione generalista, internet e social, restando per decenni un appuntamento quotidiano per milioni di spettatori.
Al centro c’è Antonio Ricci, autore e ideatore capace di costruire un linguaggio televisivo immediato: bancone, sigla, satira politica, tormentoni e animazione da varietà. Striscia è diventata familiare anche attraverso i suoi conduttori. Ezio Greggio è il volto della prima ora, presente fin dalla puntata inaugurale del 1988, mentre la coppia con Enzo Iacchetti ha segnato una lunga stagione del programma, diventando una delle più longeve della televisione italiana.
Le Veline e il Gabibbo
Poi ci sono le Veline, nate come presenza scenica legata ai “fogli” consegnati ai conduttori e diventate un fenomeno televisivo autonomo. Da lì sono passati nomi poi entrati stabilmente nello spettacolo e nella cronaca rosa, da Elisabetta Canalis a Maddalena Corvaglia, da Melissa Satta a Federica Nargi e Costanza Caracciolo. Una parte della storia di Striscia passa anche da loro: stacchetti, sigle, casting, popolarità improvvisa, ma anche discussioni ricorrenti sul ruolo femminile nella tv commerciale.
Il Gabibbo è l’altra grande invenzione pop del programma. Il pupazzo rosso, con la sua parlata ligure e la sua presenza fisica in studio e nei servizi, nasce negli anni Novanta e diventa uno dei marchi più forti dell’universo di Striscia. Accanto a lui si impone il Tapiro d’oro, prima consegnato dal Gabibbo e poi legato soprattutto a Valerio Staffelli: un premio satirico diventato rito televisivo, consegnato a politici, artisti, sportivi, dirigenti e personaggi finiti al centro di una polemica.
Gli inviati di Striscia la Notizia
La forza di Striscia è stata anche la squadra degli inviati. Valerio Staffelli con i Tapiri, Jimmy Ghione con le inchieste, Dario Ballantini con i travestimenti nel mondo dello spettacolo, Cristiano Militello con gli striscioni dagli stadi, ma anche Capitan Ventosa, Luca Abete, Max Laudadio, Moreno Morello, Vittorio Brumotti e tanti altri volti protagonisti di un archivio televisivo fatto di truffe, disservizi, sprechi, aggressioni e rincorse. In quel formato, la denuncia veniva impacchettata dentro un codice popolare, spesso con un linguaggio canzonatorio che diventato un punto di riferimento per il pubblico.

I momenti cult di Striscia la Notizia
Tra i momenti rimasti nell’immaginario ci sono i tormentoni di Greggio e Iacchetti, il “Fu Fu”, il tuffo sul bancone di Gerry Scotti, le consegne dei Tapiri più discusse con destinatari che non hanno gradito il “premio”, le inchieste su maghi, televendite, falsi invalidi, truffatori, sprechi pubblici e casi di costume. Striscia ha portato in televisione una forma di satira-inchiesta che ha anticipato molte dinamiche poi diventate centrali nell’infotainment italiano.
Tuttavia, negli anni Striscia è stata accusata di ripetere schemi ormai datati, di forzare alcuni meccanismi satirici, di mescolare denuncia e spettacolo in modo controverso. C’è da ammettere che il pubblico televisivo è cambiato e stare al passo con la satira che sguazza sui social non è facile. Inoltre, il linguaggio televisivo che per anni era sembrato imbattibile ha cominciato a perdere centralità e a tratti credibilità.
Per questo l’eventuale addio di Striscia la Notizia sarebbe la fine per un pezzo di televisione italiana. Che torni o no con una nuova formula, il tg satirico di Antonio Ricci resta uno dei format che hanno inciso di più sul modo in cui la tv italiana ha raccontato politica, costume, scandali e piccole grandi anomalie del Paese.
Le notizie a portata di notifica: iscriviti ai nostri canali WhatsApp e Telegram
Dunque per entrare a far parte del canale WhatsApp di Sesto Notizie basta cliccare qui. Si aspetta che si apra l’applicazione di WhatsApp sul canale di Sesto Notizie. Selezionare la voce “iscriviti” in alto a destra. Quindi una volta iscritti gli utenti potranno ricevere aggiornamenti quotidiani. Non c’è bisogno di ulteriori azioni. A questo punto il canale sarà visibile nella sezione “aggiornamenti“. Inoltre per entrare a far parte del canale Telegram di Sesto Notizie basta cliccare qui, aspettare che si apra l’applicazione di Telegram sul canale di Sesto Notizie. Seleziona la voce “unisciti” in basso. Una volta iscritti gli utenti potranno ricevere aggiornamenti quotidiani. Infine il canale sarà visibile nella sezione “chat“.

