Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano in una nota ha espresso vicinanza alla collega di Crema Stefania Bonaldi, la quale ha ricevuto un avviso di garanzia per un incidente accaduto nell’asilo comunale della città: lo scorso ottobre un bambino si era ferito la mano nel cardine di una porta tagliafuoco, procurandosi lesioni da schiacciamento al terzo e al quarto dito della mano sinistra. Il piccolo ha riportato lesioni non permanenti ma che hanno in ogni caso richiesto cure per tre mesi.
“L’ultimo caso che ha visto protagonista il sindaco di Crema, a cui esprimo la mia più viva solidarietà, indagato per un bimbo che si è schiacciato due dita nella porta all’asilo nido, conferma una volta di più la necessità di rivedere al più presto la normativa sulla responsabilità oggettiva dei sindaci che di fatto è una “spada di Damocle” che pende sulla testa di chi amministra con passione e competenza la propria città – commenta Di Stefano – . Fare il sindaco è un lavoro bello e impegnativo, che richiede grandi responsabilità, ma non possiamo essere i soli a dover pagare sempre e a dover pagare per tutti”.
“Non può essere sempre colpa del sindaco – prosegue il primo cittadino sestese- . Nei Comuni esistono strutture con specifici compiti e responsabilità. Se poi un bambino si fa male, fortunatamente senza grossi danni, chiudendosi la mano nella porta, com’è possibile che il sindaco riceva un avviso di garanzia perché avrebbe dovuto impedire che la porta si chiudesse automaticamente? Siamo davvero all’assurdo, questo sistema inaccettabile non può più protrarsi a lungo, serve un intervento deciso da parte della politica per mettere un contrappeso ai troppi rischi che corriamo e alle poche tutele che abbiamo”.
“Stando così le cose, viene da sorridere quando qualcuno si stupisce del fatto che nessuno voglia più candidarsi a sindaco – conclude Di Stefano- . Se le premesse sono queste – e oltre al caso di Crema ricordo anche la condanna al sindaco di Torino – con che spirito uno può decidere di mettersi in gioco sapendo già di rischiare indagini alquanto bizzarre? Non c’è più tempo da perdere: urge un intervento normativo da parte del Parlamento che consenta ai sindaci, punto di riferimento autentico per i cittadini sui territori, di esercitare il proprio mandato elettorale con serenità e senza paure ingiustificate per garantire la vita democratica delle proprie comunità”.


