La vicenda del residence Fiorani è al centro di un vivace dibattito che sta interessando la cittadinanza, le istituzioni e i partiti politici di Sesto San Giovanni. Sulla questione è intervenuto anche il coordinamento cittadino di Forza Italia con una nota alla stampa. “Ed ecco- si legge- che sulla vicenda del residence Fiorani è emersa tutta la verità: il silenzio di chi è sempre pronto a screditare l’Amministrazione comunale con falsità costruite ad arte è assordante. Dove sono finiti i paladini della giustizia e dell’accoglienza? Non solo il Comune non ha mai staccato la corrente alle famiglie ospiti del residence, ma è anche stato appurato che questi nuclei hanno proprietà immobiliari, sono intestatari di contratti d’affitto e hanno dichiarato redditi fino a 28.000 euro. Oltre al fatto che la fondazione in questione è stata scelta senza nessuna gara pubblica e le stesse famiglie sono state lì ospitate senza nessun bando. Per non parlare degli importi corrisposti per ogni appartamento, completamente squilibrati rispetto ai valori indicati dall’Agenzia delle Entrate. Benissimo, ora ci aspettiamo le scuse pubbliche ed immediate da parte di tutti coloro che hanno cercato di cavalcare la vicenda per gettare fango sull’Amministrazione. Spiace che i partiti di opposizione si riducano a questo sciacallaggio mediatico senza capo né coda. Ci duole prenderne atto perché crediamo che il dibattito politico debba sempre essere sano e costruttivo e non scadere in accuse faziose e falsità conclamate. Purtroppo – e non è la prima volta – dobbiamo ravvisare che l’opposizione, in evidenti difficoltà, finisce per agire in questo modo. In quanto rappresentanti delle istituzioni siamo stati insultati e anche minacciati privatamente, accusati di aver tolto luce e corrente a cinque famiglie, un’accusa falsa e infamante per cui ora qualcuno dovrà rispondere. In politica, così come nella vita, non deve mai mancare il rispetto reciproco. Speculare su presunte fragilità, sapendo di mentire, per attaccare l’avversario è una pratica che non ci compete e che lasciamo ad altri rifiutandola categoricamente”.


