“Rania e Mohamed hanno firmato oggi il contratto per un alloggio comunale e i loro tre figli minori potranno finalmente abitare in una casa che si possa definire tale”.
Lo riferisce l’Unione Inquilini di Sesto San Giovanni in un comunicato stampa.
“Ci sono voluti cinque anni di ricorsi alla magistratura per discriminazione, di esposti al prefetto per cancellazione della residenza, di ingiunzioni per far applicare le sentenze, di denunce pubbliche contro assessori ostili, di comunicati e di prese di posizione da parte di molti, ma alla fine ci siamo riusciti – spiega il sindacato -. Un fatto positivo che dimostra che la legge alla fine garantisce i diritti? No, la legge non garantisce nulla; se non c’è mobilitazione e costanza nell’iniziativa sindacale alla fine chi non ha a disposizione nugoli di legali, soccombe“.
“Al di là delle considerazioni politiche amare sul funzionamento delle istituzioni, oggi è un giorno di festa – conclude l’Unione Inquilini -. Grazie a tutti coloro che si sono mobilitati con noi nei picchetti anti-sfratto, nei cortei cittadini, nelle sottoscrizioni per il Fondo Legale, per affermare il diritto ad una abitazione e ad un contratto di affitto adeguato al reddito“.


