E’ profondamente indignata una cittadina di Sesto San Giovanni che ha scritto al nostro giornale per segnalare due casi di inefficienza dell’Inps di Milano. Le vicende riguardano nello specifico l’erogazione della pensione ad alcuni componenti della sua famiglia, ovvero la madre (deceduta) e il fratello, entrambi totalmente invalidi.
Scrive la nostra lettrice: “Nel 1994 a mia madre invalida al 100% (supportata da una bombola di ossigeno) è stata tolta la pensione senza alcuna informazione scritta. Ho fatto ricorso e dopo nove anni la pensione arretrata è arrivata. Peccato che mia madre nel frattempo fosse morta. Ora scopro, dopo sette anni, per caso che la pensione di invalidità al 100% con accompagnamento di mio fratello schizofrenico, in vigore dal 1992, è stata interrotta, perché l’Asl , che era competente fino al 2014 di compiere le visite di accertamento, non ha inviato la conferma della revisione all’Inps. Né questo si è preoccupato di verificare se il responso fosse arrivato o meno. Ho comunicato le perplessità all’ufficio competente dell’Inps che mi ha detto di “compilare” il modulo Ap70 per richiedere gli arretrati”.
“Quante persone – sottolinea infine la cittadina sestese – rischiano di trovarsi nella stessa situazione e magari non hanno alcun aiuto come mio fratello? Questo è il rispetto e la protezione verso i deboli in Italia? Dalla Svizzera ho ricevuto in automatico la pensione di reversibilità per mio fratello nove anni dopo la morte di mio padre, con una lettera che spiegava l’applicazione della nuova norma senza che ne sapessi nulla”.


