La crisi economica degli ultimi mesi, aggravata anche dalla pandemia del coronavirus, sta creando enormi disagi alle attività commerciali di Sesto San Giovanni. In particolare il fenomeno interessa le imprese del centro cittadino che continua a svuotarsi. Dopo la chiusura della prima storica sede della Bcc Milano, ex Cassa rurale ed artigiana della città in via Cesare da Sesto, ora anche una delle più antiche edicole sestesi ha abbassato definitivamente la saracinesca: quella di piazza Petazzi. Stupiti ed increduli gli abitanti lettori della zona. “Mi sorprende- dice un 83enne pensionato che tutte le mattine si recava nell’edicola per comprare il giornale- questa improvvisa scelta. Prima che chiudesse, poco più di un mese fa, avevo notato che il gestore stava ripulendo tutto il chiosco. Dopodiché dal giorno dopo l’edicola è rimasta chiusa. All’inizio ho pensato ad una pausa estiva. Poi però ho visto che la chiusura si è protratta per troppo tempo e ho quindi capito che si trattava di una chiusura definitiva. Non capisco però la scelta di non mettere nessun avviso. Molti clienti abituali, come me,per comprare i giornali sono costretti a recarsi all’edicola di via Giardini o a quella del Rondò. Un pezzo di storia della città che se ne va, purtroppo”. Un’altra storica edicola vittima della crisi dell’editoria è quella di via Puricelli Guerra, anch’essa chiusa di recente. Qualche sestese ricorderà di sicuro che il chiosco un tempo era gestito da un ex calciatore e poi allenatore della Pro Sesto. “Peccato- ha dichiarato dispiaciuta una signora residente nella zona- per tanti lettori è stato un punto di riferimento. Era un piacere venire qui. Si comprava il giornale e magari si commentavano le notizie di attualità con l’edicolante”. Restano in piedi i punti vendita di via dei Giardini, di piazza Rondò e di viale Marelli. Per evitare che anche queste edicole, come molte altre in città, facciano la stessa fine è necessario che le autorità locali si adoperino per trovare delle soluzioni. E’ vero che l’editoria è in crisi ma è altrettanto vero che in un paese civile la circolazione della stampa è un diritto essenziale. Le edicole vanno sostenute in quanto caposaldo dell’editoria. Di fatto sono loro a distribuire da sempre i giornali e di conseguenza è giusto supportarle con delle agevolazioni.
Diego Mandarà



