Il giorno dopo è ancora più bello. L’Italia vince gli Europei e riporta dopo 53 anni la Coppa a casa. Un evento festeggiato con entusiasmo a Sesto San Giovanni.

Circa 600 tifosi ieri sera hanno potuto assistere alla partita sui due maxischermi allestiti allo stadio Breda, grazie al contributo della Pro Sesto e dell’associazione Sesto Proloco. I sostenitori erano “capeggiati” dal sindaco Roberto Di Stefano, anche lui presente sugli spalti.
Al termine della gara contro l’Inghilterra, tantissimi sestesi si sono riversati per le strade della città per manifestare tutta la loro gioia con cori, trombette e bandiere tricolore sventolanti. I festeggiamenti sono proseguiti per tutta la notte. E dire che la serata non era cominciata benissimo. La partita per l’Italia si era messa subito in salita: gli inglesi già al secondo minuto di gioco erano in vantaggio grazie alla rete siglata da Shaw. Il difensore, approfittando di una disattenzione della difesa Azzurra, da due passi aveva messo il pallone in rete. Doccia fredda per la squadra di Roberto Mancini e primi segnali di preoccupazione negli occhi delle persone che assistevano al match sui maxischermi allestiti allo stadio Breda di Sesto.

Ma guai a lasciarsi prendere dallo sconforto: mancavano 88 minuti e tutto poteva ancora accadere. Digerito l’amaro boccone, i tifosi riprendevano a sostenere dagli spalti i propri beniamini. Lontani ma, in fondo, così vicini. Quasi nella convinzione che quel grido potesse giungere fino al Wembley di Londra sovrastando i cori dei tifosi inglesi, presenti in larga maggioranza, e dare la giusta carica ai nostri ragazzi. Nel territorio della regina Elisabetta intanto l’Italia timidamente provava a reagire. Ma gli avversari erano ben disposti in campo. Gli spazi per creare azioni pericolose erano pochi. Ogni attacco risultava praticamente sterile. Si andava quindi al riposo sul risultato di 1-0 per i padroni di casa. Comunicavano tensione e nervosismo i volti dei tifosi sestesi seduti sui sedili del Breda.

Ognuno, da allenatore improvvisato, iniziava a dire la sua in merito ai cambi da effettuare nella ripresa. Tra una chiacchiera e un giudizio nel frattempo le squadre si apprestavano a tornare in campo. Ansia, ansia e ancora ansia. Ad attendere gli Azzurri un secondo tempo di fuoco in cui dare tutto per recuperare lo svantaggio. L’atteggiamento con cui rientravano sul rettangolo di gioco era quello giusto. Il pallone iniziava a circolare con maggior fluidità tra i giocatori. Le occasioni da gol erano sempre più frequenti e nitide. L’Inghilterra però era ben disposta in campo. Un muro di maglie bianche difendeva strenuamente la porta. Anche con i giocatori più offensivi. Ma proprio quando il fortino dei “Tre Leoni” sembrava non poter essere scardinato ecco che Bonucci con grinta, forza e rabbia scaraventava il pallone in rete andando ad esultare sotto la curva inglese. La mimica era chiara: “Sciacquatevi la bocca”. 1-1 palla al centro, tutto da rifare per i “padroni” di Londra. In contemporanea Sesto era in festa. I supporters in piedi ad acclamare la Nazionale. Ora potevamo crederci. Terminati i tempi regolamentari, si andava ai supplementari. Nulla di fatto. Qui il peggior incubo: la lotteria dei calci di rigore. Chi è più preciso alza la Coppa, chi sbaglia torna a casa con un pugno di mosche in mano. Belotti sbagliava il secondo tiro dal dischetto. Mani nei capelli tra i tifosi.

La paura saliva. “Speriamo che sbaglino anche loro”, si sentiva bisbigliare al Breda. Per fortuna le preghiere venivano ascoltate: palo di Rashord. La gente a Sesto faceva fatica a guardare. Il cuore batteva all’impazzata. Meno male che c’era Donnarumma a tranquillizzare tutti: miracolo su Sancho e Saka. Due parate che hanno regalato l’Europeo all’Italia. I tifosi sugli spalti erano increduli. “Abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto”, si sentiva urlare. Una contentezza indescrivibile sotto un cielo tricolore. Un finale inaspettato se si pensa alle recenti delusioni calcistiche che hanno visto gli Azzurri non qualificarsi per i Mondiali del 2018. L’11 luglio è proprio una data magica per noi. Mattarella esultante come Pertini nel Mondiale di Spagna ’82. Sentimenti di felicità hanno invaso tutta Sesto San Giovanni che questa mattina si è svegliata di buon umore sapendo che la Coppa è tornata a casa.



