Quale sarà il futuro per i bambini delle tre sezioni della scuola materna Marzabotto di Sesto San Giovanni? Ancora non si sa. Di sicuro in questi giorni è uno degli argomenti più gettonati in città. Ma facciamo un piccolo passo indietro. A fine giugno, dopo verifiche specifiche da parte dei tecnici comunali, una parte della struttura non ha superato i test sismici. Stando così le cose, il Comune ha optato, al fine di permettere ai bambini lo svolgimento dell’ultima settimana di attività, per un trasferimento nella sede principale di via Savona. Ora, terminato l’anno scolastico, bisogna già pensare a quello verrà. Essendo necessari svariati anni per i lavori di messa in sicurezza della scuola Marzabotto, il Municipio sta riorganizzando la ricollocazione delle diverse classi in altri spazi disponibili. Se da una parte le classi della scuola primaria confluiranno all’interno della scuola media Calamandrei (sono in corso le operazioni di adeguamento degli spazi), dall’altra la situazione per le tre sezioni della scuola materna è ben più complicata. Secondo indiscrezioni, un luogo individuato dal Comune per la collocazione dei bambini sarebbe il Centro Sociale Baldina di via Forlì.
Ma i diretti interessati non sono d’accordo con questa eventuale scelta che definiscono “inopportuna”. In particolare per le seguenti motivazioni: fattori di carattere economico; di tempistiche inadeguate; di impatto sociale sul territorio. Non si è fatta attendere la replica del Comune. Ad intervenire sulla questione è stata l’assessore all’Educazione e all’Associazionismo Roberta Pizzochera che ha affermato: “Non comprendo le reticenze verso la riqualificazione di uno stabile di proprietà comunale che rimane e permane un bene per la collettività. L’Amministrazione intende garantire attenzione e diritto allo studio e alla socializzazione ai bambini dai 3 ai 6 anni. Stiamo valutando diverse soluzioni che riguardano stabili comunali nel quartiere interessato. Faremo un bilancio tra opportunità e limiti per il bene della collettività, e non per interessi particolari. Nei prossimi giorni sono previsti sopralluoghi, anche nello stabile di via Forlì. Le valutazioni del caso, seppur condivise con tutti i soggetti coinvolti, rimangono in capo all’Amministrazione che, attraverso tecnici e uffici, saprà optare per la miglior scelta”.
Al Centro Baldina si sono sentiti offesi dall’affermazione dell’assessore “faremo un bilancio tra opportunità e limiti per il bene della collettività, e non per interessi particolari“. “Sinceramente di interessi particolari non ne vediamo- rispondono dal centro sociale -. Ci piacerebbe che l’assessore spiegasse meglio il suo pensiero e che pensasse al significato della parole che utilizza”.


