A Sesto San Giovanni continua a tenere banco lo spinoso tema legato agli sfratti. Prima i diversi presidi organizzati dal sindacato dell’Unione Inquilini che ha accusato l’Amministrazione comunale di trattare con eccessiva durezza questo tipo di situazioni, poi la lettera delle famiglie in difficoltà economica indirizzata ai parroci della città, quindi la missiva di don Roberto Davanzo, parroco della basilica di Santo Stefano, in cui il problema degli sloggi è stato definito “cronico e dalle dimensioni preoccupanti”.
Ora a prendere parola è proprio il Comune. Lo fa con il sindaco Roberto Di Stefano che respinge ogni tipo di attacco e riferisce che, nell’ultimo incontro del tavolo permanente sul tema della casa, il Municipio ha concordato con la Prefettura di Milano l’avvio di percorsi di autonomia abitativa specifici per le fragilità e per i nuclei con minori a carico, utilizzando i fondi messi a disposizione nelle scorse settimane, e il rinvio degli sfratti in funzione di questo accompagnamento.
Ecco l’intervento del primo cittadino.
“Avevo scelto di non intervenire su questi temi preferendo fatti concreti ad inutili uscite sui social. Usare numeri allarmistici senza dare a questi numeri un senso è, dal mio punto di vista, immorale. Il prefetto ha accolto la nostra proposta di far sì che le misure messe in atto abbiano il tempo necessario per dare i loro frutti prima di arrivare alle esecuzioni degli sfratti. In tal senso, abbiamo anche concordato la possibilità di prendere contatto con le famiglie sotto sfratto prima dell’ultimo accesso dell’ufficiale giudiziario in modo da comprenderne le fragilità e, in caso di morosità incolpevole, studiare le soluzioni percorribili per il superamento delle difficoltà”.
“Giusto per fare chiarezza e mettere a tacere le strumentalizzazioni fatte da qualche irresponsabile sulla pelle dei più deboli la stessa Prefettura ha comunicato che gli sfratti esecutivi a Sesto San Giovanni sono 64 di cui 11 già eseguiti nel 2021, quindi 53 quelli che stiamo gestendo, e non 640 come continuamente viene riportato dalla sinistra che preferisce confondere i cittadini creando di proposito tensioni sociali invece che cercare soluzioni. Piuttosto, chi si erge a difensore delle famiglie che hanno ricevuto preavvisi di sfratti o avvisi si impegni ad accompagnarli per tempo verso le strade virtuose. C’è chi mente sapendo di mentire e parla di 100 appartamenti che il Comune non vorrebbe mettere a bando: falsissimo. Gli immobili vuoti sono inagibili e vanno riqualificati perchè lasciati in pessima condizioni dagli inquilini: proprio in questa direzione saremo in grado di poter assegnare a breve 37 alloggi che stiamo sistemando. Sottolineo inoltre che nessuna famiglia che abita nelle case comunali è sotto sfratto”.


