Clima teso alla clinica MultiMedica di Sesto San Giovanni tra personale sanitario e azienda. Una situazione che si protrae da tempo e che nel periodo della pandemia è ulteriormente peggiorata. In particolare i dipendenti chiedono un miglioramento delle condizioni lavorative – sia dal punto di vista economico (il nuovo contratto collettivo nazionale è ritenuto inadeguato) sia dell’organizzazione dei turni – oltre che quote di risarcimento per il personale impegnato durante l’emergenza sanitaria. A supporto dei dipendenti si schierano i sindacati Cisl e Uil che all’esterno della struttura ospedaliera di via Milanese hanno esposto striscioni e bandiere. Per ottenere maggiori tutele gli operatori sanitari, supportati dalle sigle, lunedì 21 marzo sciopereranno.

Da quanto si è appreso, gli infermieri della MultiMedica sono sottoposti a pesanti carichi di lavoro dovendo sopperire alle carenze del personale. “I dipendenti – spiegano Cisl e Uil – non vedono una crescita professionale e molti di loro tendono a fuggire nelle strutture pubbliche. Di recente ci siamo presentati dal prefetto per spiegare la situazione ma, nonostante il tentativo di mediazione, non si sono registrati miglioramenti”.

In difesa dei lavoratori scende in campo anche l’Anmirs, Associazione Nazionale Medici degli Istituti Religiosi Spedalieri. “Molti medici – riferiscono in una nota – sono retribuiti con confusi contratti misti e retribuzioni erogate in parte come dipendenza e in parte come libera professione. Questo si ripercuote sul montante contributivo Inps e sul Tfr, con evidente ricaduta sulle pensioni future. La proprietà intende perseverare su questa strada e, quindi, penalizzare i colleghi che lavorano nei nostri ospedali rispetto a chi lavora altrove con le stesse mansioni”.

“La proprietà – conclude la nota – pretende che i medici dimissionari, anche chi è andato in pensione, restituiscano gli anticipi contrattuali con richieste che arrivano fino a 16mila euro. Tutto questo rischia di ripercuotersi sulla qualità di assistenza ai pazienti, sulla ricerca clinica, sui percorsi formativi degli specializzandi e degli studenti”.


