Cinquant’anni di vita di un negozio di parrucchiere di Sesto San Giovanni, via Magenta 20. E’ il salone di Salvatore Greco, meglio conosciuto come Lucio. Moltissimi amici e clienti lo hanno festeggiato per questo importantissimo traguardo raggiunto. Lucio, grande coiffeur ed infaticabile “runner” con una partecipazione, nel 2011, alla Maratona di New York, tempio mondiale della specialità, ha dato recentemente alle stampe il racconto della sua esistenza avventurosa, ricca di colpi di scena. Ha vissuto fino in fondo la vita durissima dell’emigrante: da Marcedusa, provincia di Catanzaro, a Roma e poi Milano, per la precisione, Vedano alle porte di Monza come abitazione e Sesto San Giovanni come luogo di lavoro. A Sesto, dopo un’esperienza come dipendente decide, nel ’71, di fare il grande salto e mettersi in proprio. L’occasione propizia si presenta con l’acquisizione del negozio di via Magenta.

Appena ventenne, non ancora maggiorenne (al tempo la maggiore età era fissata a ventuno anni) inizia, grazie ad un certificato rilasciato dal Tribunale di Monza, la grande avventura umana e professionale che tuttora continua. Nel suo libro di ricordi che ha per titolo: ”Lucio…per un pelo”, si legge il simpatico racconto dell’incontro con il primo cliente. “Il mio primo cliente rispondeva al nome di Giulio Gabanelli, classe 1914. Aveva una fiaschetteria in via Risorgimento, a pochi passi dal negozio. Lo ricordo chiaramente quel giorno. Entrò intorno alle 8.30. Era calvo, con un minimo accenno di capelli intorno al capo; gli tagliai in un batter d’occhio i pochi capelli che aveva in testa. Al momento di pagare non ebbi il coraggio di esigere la tariffa: mi pareva quasi un furto. Non chiesi nulla. Mi guardò stupito, mi ringraziò e se ne andò. Passarono pochi minuti e lo rividi entrare in negozio con in mano una confezione di sei Crodini. Rimase così, per gli anni a seguire, il pagamento del taglio di Gabanelli: sei Crodini, qualche volta, in alternativa, una bottiglia di vodka. Ho tagliato i capelli ai suoi figli, ai nipoti ed ai pronipoti”. Un bel traguardo per Lucio questi cinquant’anni. L’augurio che gli rivolgiamo è quello del pubblico della Grande Mela che lo incitava da dietro le transenne a Central Park:”Go, Lucio go”.
Fabrizio Canato


