Ieri mattina a presso l’auditorium di Villa Torretta, in via Milanese, a Sesto San Giovanni si è tenuto un incontro per ricordare Fiorenza Bassoli, primo sindaco donna della città, scomparsa lo scorso luglio all’età di 71 anni dopo una lunga malattia. Molte le personalità presenti. Dall’ex sindaco di Sesto Giorgio Oldrini all’onorevole Guido della Frera, dal professore dell’Istituto nazionale dei tumori Augusto Caraceni all’ex prima cittadina sestese Monica Chittò, dalla segretaria Pd Silvia Roggiani all’onorevole Piero Fassino. Il quartetto dei solisti dell’orchestra Giuseppe Verdi di Milano si è esibito in un breve concerto in onore di Fiorenza Bassoli. “Io porto dentro di me il sorriso di Fiorenza. Un sorriso materno, dell’accoglienza. È stata un sindaco amato in anni difficili” ha detto Fassino nel corso dell’incontro. Gli ha fatto eco Monica Chittò “Di Fiorenza ricordo l’eleganza. Un’eleganza naturale, non artefatta. È stata un esempio per tutti noi e non è un luogo comune”. Al convegno ha presenziato anche Giovanni Fiorino, presidente del Consiglio comunale di Sesto, che ha dichiarato ” Fiorenza Bassoli era veramente una persona perbene. Una mia conterranea. Nei suoi confronti ho sempre provato una stima profonda”. I progressisti e i democratici cittadini infine l’hanno così ricordata in un lungo post su Facebook “Il suo impegno per la nostra città non è mai mancato. Da quando divenne primo sindaco donna a quando, cessati gli impegni istituzionali in Senato, continuò a lavorare per la sua città. In particolare per la realizzazione del progetto della Città della Ricerca e della Salute al quale dedicò pienamente e fattivamente gli ultimi anni della sua intensa vita. Proprio sulla Città della Ricerca e della Salute stavamo lavorando insieme ed insieme siamo stati a Roma al Ministero della Salute per parlare di questo grande piano di riqualificazione e restituzione a Sesto e a tutta la Città Metropolitana della più grande area industriale dismessa d’Europa. Forte come sempre, anche se provata dalla malattia,Fiorenza portò in quell’occasione tutta la sua competenza e la sua determinazione. A luglio, quando se n’è andata, abbiamo subito abbiamo proposto che la futura città della Ricerca e della Salute fosse intitolata a lei. Ciò che nascerà sui terreni della ex grande fabbrica sarà anche opera sua”


