Il Comune di Sesto San Giovanni in questi giorni ha provveduto alla rimozione delle panchine in piazza Trento e Trieste.
«Oltre 300 residenti – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Antonio Lamiranda – avevano promosso una petizione chiedendo interventi urgenti per il degrado notturno derivato dai bivacchi sulle panchine e dagli schiamazzi. Hanno costituito anche un comitato per riprendersi la piazza». «Li abbiamo presi alla lettera – ha aggiunto – ed in 48 ore abbiamo dato risposta concreta. Rimosse tutte le panchine, rimossi gli assembramenti. Una risposta rapida ed efficace».
Ma non tutti i cittadini sembrano essere d’accordo con questa decisione. E qualcuno polemizza contro la misura «anti-degrado» che, secondo molti, penalizza le persone più avanti con l’età. «Noi abbiamo chiesto la sicurezza, non di togliere le panchine – evidenzia un residente – . Trovo queste azioni assurde e poco rispettose nei confronti dei cittadini, soprattutto quelli anziani. Alla fine è stata punita la popolazione che si lamenta». «La scelta peggiore possibile», afferma un altro.
«Non è in questa maniera che si elimina il problema – sostiene una signora che risiede nella zona -. Le panchine non hanno mai dato fastidio a nessuno. Bisogna punire chi disturba, non privare i cittadini della possibilità di ritrovarsi in piazza». «Togliere le panchine è assurdo: è solo un danno per i sestesi che amavano sostare e godersi la piazzetta durante il giorno. La sicurezza non si ottiene con il deserto», fa eco un’altra.
Anche il comitato «Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste» è intervenuto sulla questione: «Le 300 persone che hanno firmato per denunciare il degrado della piazzetta non l’hanno fatto per tirare via le panchine, ma per avere più controlli e interventi da parte della Polizia Locale. L’assessore avrebbe dovuto parlare con i cittadini prima di prendere questa decisione. Esistono gli incontri, le riunioni, ma la democrazia è diventata un lusso in questa città. Per quanto riguarda l’iniziativa dell’uncinetto in piazzetta, non era una forma di protesta ma un’iniziativa per farla rivivere. Volevamo farla sulle panchine, ma ce le hanno tolte il giorno stesso. Quindi abbiamo portato le sedie, punto. Però ora rivogliamo le nostre panchine perchè il degrado non si risolve uccidendo la socialità».
Insomma, non tutti ritengono sia stata una mossa risolutiva.
Foto da pagina Facebook Antonio Lamiranda


