Dopo tre giorni di sciopero della fame e un presidio di protesta davanti al centro vaccinale dell’ospedale di Sesto San Giovanni, Simona Forni, mezzosoprano del coro della Fenice, ha ricevuto finalmente il green pass. La sua battaglia per ottenerlo era diventata di interesse nazionale. Simona Forni, che a breve partirà alla volta di Venezia per riprendere la propria attività lavorativa, alla fine dello scorso anno aveva contratto il Covid. Poi, nel mese di maggio, aveva ricevuto la prima dose di vaccino con Pfizer. Alla cantante, però, – come racconta Il Giorno nella sua edizione odierna – non era stato rilasciato il green pass per un banale errore di dicitura sul certificato vaccinale che attestava non “malattia più dose unica” ma “prima dose”. Settimane di chiamate, mail e pec non avevano consentito di risolvere il problema. Di qui la decisione di Simona di scendere in strada e protestare. Durante lo sciopero della fame forze dell’ordine, personale sanitario dell’hub, Ats e funzionari regionali erano in continuo contatto per tenere sotto controllo le condizioni di salute della mezzosoprano. “Tutti gentilissimi – ha sottolineato la donna -. Il mio caso si è risolto grazie alla mia azione visibile, ad una serie di mail chiare e circostanziate e ad alcuni funzionari di Ats e Regione Lombardia che hanno lavorato per sciogliere il nodo”. I dati erano stati subito corretti a livello regionale ma – come spiegato da Simona – “i sistemi informatizzati di Regione e Ministero non ‘dialogavano’. Quello che è capitato a me non dovrebbe capitare a nessuno”.


