Con una lettera il presidente del consiglio d’istituto, Vittorio Schiavone, e le rappresentanze dei genitori della «A. Frank» di via Boccaccio a Sesto San Giovanni hanno segnalato al nostro giornale la precaria situazione in cui versa l’edificio scolastico. Un’infiltrazione d’acqua – come viene spiegato nella missiva – ha provocato l’abbassamento di un pilastro, che ha reso necessari alcuni lavori di messa in sicurezza. Tra i disagi anche l’ascensore fuori uso.
La situazione viene esposta nella lettera. Ecco il testo integrale:
«Molti cittadini conoscono, ormai, la precaria situazione in cui versa l’edificio dell’Istituto Comprensivo «A. Frank»: un’infiltrazione d’acqua ha provocato l’abbassamento di un pilastro, che ha reso necessari alcuni lavori di messa in sicurezza. Rendiamo atto all’Amministrazione comunale di aver agito rapidamente per realizzare la messa in sicurezza ed ottenere la fruibilità della struttura. Rendiamo altresì merito alla dirigente, la professoressa Antonella Rinaldo, di essere riuscita a trovare una soluzione, riorganizzando gli spazi affinché gli studenti della scuola potessero cominciare l’anno in corso nei tempi stabiliti. Risolto il problema emergenziale, attendiamo con ansia il reperimento di risorse economiche ed il conseguente inizio dei lavori che possano, in tempi accettabili, restituire la scuola «A. Frank» alla comunità nella sua interezza: avere delle aule piccole, separate da cartongesso, può diventare un ulteriore limite in caso di risalita dei contagi da Covid, oltre ad essere già un problema per la didattica, vista la totale assenza di insonorizzazione tra le pareti. Non vogliamo approfondire, in questa sede, la situazione riguardante la potatura delle piante che ormai si trovano a ridosso della struttura e delle persiane che aspettano di essere riparate da anni. Quest’anno, a causa del riassetto, il pranzo dovrebbe essere servito in classe, ma, trovandosi queste ai piani superiori dell’edificio, non possono essere raggiunte dal servizio mensa. Per tale motivo, lo spazio che era stato assegnato alla docenza per i Dva, ovvero il Teatro, è diventato un locale di refezione. A tale importante questione si aggiunge la difficoltà per gli addetti mensa nel consegnare i pasti nei tempi stabiliti. In qualche caso, i bambini hanno avuto circa 10 minuti di tempo per poter consumare il loro pasto, poiché il locale è utilizzato dalle classi con turnazione».
Nella parte finale della missiva, prendendo in prestito il dialetto romanesco tipico della poesia di Trilussa (pseudonimo di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri), l’istituto chiede con un componimento in versi al sindaco e all’Amministrazione comunale di intervenire con la massima celerità per risolvere i problemi strutturali dell’edificio scolastico.
La poesia si intitola «L’ascensore». La pubblichiamo di seguito:
L’ASCENSORE
A Sesto San Giovanni ce sta ‘na scola,
ma ce vo’ poco pe’ capi’ ch’è ‘na sola.
Te metti fori e dici: “che bello!
Già l’anno scorso s’è rotto er cancello.”.
Ner sotterraneo ce stanno e classi…
perché da ‘n’ artra parte, se so’ rotte l’assi.
Se so dimostrati tutti all’artezza:
“a scola è già messa ‘n sicurezza!”.
“Solo, pe’ corpa de st’emergenza …
c’avemo bisogno de ‘n po’ de pazienza.”
Semo ‘na scola e per coerenza,
pe’ fa’ le cose, ce vole a scienza.
P’annà ‘n palestra,
se passa d’a finestra;
Se po’ anna ‘ar bagno
ma passando da ‘no stagno.
È notizia dell’urtim’ore…
s’è rotto pure l’ascensore.
Tu me poi dí: “E fate senza…!”
Io te risponno: “è ‘n problema p’a mensa!”
E cominci a pensa’ e ripensa’:
“Usamo er teatro, pe’ magna’!”
E pe’ i ragazzi D.V.A.?
nun c’è più spazio pe’ studia’.
Caro Sindaco, t’o chiedo cor core:
Sistema armeno st’ascensore!
Ce serve, non pe facce veni’ la panza,
Ma pe’ sti ragazzi… pe’ dajie ‘na stanza.
T’o chiedemo tutt’in coro,
a grande voce: “Fallo pe’ loro!”
Noi lo sappiamo che sei bbono…
e che finarmente ce fai sto dono.
T’o chiedemo pe’ ppietà:
P’aiuta’ sti ragazzi con difficortà.
Sennò ,c’è n’urtima soluzione:
te li portamo ar Comune… e lì je fai lezione!
(13.10.2022 Vittorio Schiavone)