C’è il dietrofront sulla possibilità di frequentare la scuola in presenza per i figli del personale sanitario. Continueranno a seguire le lezioni in Dad. Lo comunicano attraverso una nota il Ministero dell’Istruzione e Regione Lombardia. Restano ammessi alla didattica in presenza gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Con una nota ufficiale datata 7 marzo 2020 il Ministero dell’Istruzione ha revocato la possibilità per i figli di personale sanitario ed assistenziale in contesto pandemico di richiedere di frequentare la lezione in presenza. In queste ore anche le scuole di Sesto San Giovanni stanno informando le famiglie di questo ennesimo cambiamento. Si legge nel testo pubblicato da Regione Lombardia: “La nota a firma del Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione fornisce i richiesti chiarimenti in vista delle determinazioni organizzative delle scuole. Nello specifico, viene chiarito che il DPCM 2 marzo 2021 detta disposizioni rispetto alle deroghe possibili con riferimento alle “zone rosse” nelle quali “sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza”. In specie, l’articolo 43, secondo periodo, dispone che “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020. Ciò comporta che nel più recente decreto non trova applicazione il DM 39/2020 laddove viene prevista “la frequenza scolastica in presenza, in condizioni di reale inclusione, degli studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione”.


