Risse, bottigliate, schiamazzi e una crescente insicurezza: la zona rossa di Sesto San Giovanni, quella che va da Piazza Trento e Trieste a Sesto Rondò, sembra ormai una condanna per molti cittadini. Una situazione di costante abbandono e degrado denunciata da anni dal Comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste, con picchi di violenza che negli ultimi giorni sono sfociati anche in accoltellamenti e in una sparatoria. L’inaugurazione della nuova Piazza Trento e Trieste dello scorso 5 marzo era stata accompagnata da una protesta pacifica dei residenti, che avevano esposto drappi bianchi in segno di “resa” nei confronti della situazione di insicurezza in cui versa la zona. In questi ultimi giorni, non è affatto cambiata
Sesto San Giovanni: un quartiere in ostaggio
Un quartiere in ostaggio di bande di violenti e spacciatori, con molossi al seguito. Elencare i fatti di cronaca avvenuti negli ultimi mesi in un solo articolo sarebbe un compito arduo, visto l’elevatissimo numero di episodi che si succedono nella zona Rondò/Trento e Trieste e anche in altre zone della città. Per dare un quadro della situazione denunciata dai cittadini, basta menzionare i fatti avvenuti nelle ultime due settimane. Nella notte tra il 27 e il 28 marzo «c’è stata una sparatoria in zona via Battisti/via Leopardi», si legge in un post del Comitato cittadino, a cui fa seguito un’altra denuncia su una rissa per questioni “territoriali” in via XX Settembre sempre nella stessa data.
Le risse e i regolamenti di conti si susseguono quotidianamente, con i cestini della spazzatura che diventano “rifornimento di munizioni”. Il 6 aprile, infatti, lo stesso Comitato Riprendiamoci Piazza Trento e Trieste denuncia una rissa con una ventina di persone nel parcheggio via Baracca: «sono passati in via Marconi lanciandosi bottiglie di vetro e altro, recuperati nei cestini dell’ex area Torti, nella quale hanno anche divelto un palo di legno dai lavori in corso, per utilizzarlo evidentemente nella rissa».
Il giorno successivo, il 7 aprile, altra scena di guerriglia urbana in via Marconi con «tre ragazzi con bastoni, uno con mano insanguinata». A farne le spese dello scontro il parabrezza frantumato dell’auto di uno dei residenti. Oggi la situazione in cui versa il quartiere di Sesto San Giovanni, come già successo più volte in precedenza, è tornata alla ribalta anche sulle cronache nazionali, con un video pubblicato dal Corriere.it che ritrae proprio i teppisti in azione nel quartiere Rondò con lancio di bottiglie contro una macchina.
I picchi di violenza a Sesto San Giovanni: due accoltellamenti
Sono due gli episodi delle ultime settimane in cui la violenza è sfociata anche nell’uso di coltelli. Il 28 marzo, in via Risorgimento il Comitato ha denunciato un accoltellamento con un ferito trasportato in ambulanza. Nella notte di Pasquetta un 20enne invece è stato aggredito e accoltellato in via Gioberti.
Il sindaco Di Stefano: «Fuori maranza e baby gang dalla nostra città»
Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano è tornato a parlare oggi dell’argomento sicurezza in città, postando una foto della piazza Trento e Trieste dopo il restyling, descritta come «la piazza che abbiamo sempre sognato per la nostra città: un luogo in cui le persone possano vivere in totale tranquillità».
Oltre a elencare alcune misure messe in campo sulla sicurezza, come presidi di Polizia Locale nelle zone rosse, il presidio decentrato in piazza Oldrini, telecamere di videosorveglianza e unità cinofile impegnate in controlli, ha espresso la necessità della «certezza della pena contro chi pensa di trasformare le nostre piazze in zone franche». «Troppo spesso ci troviamo ad assistere all’odioso spettacolo delle “porte girevoli”: delinquenti abituali fermati la sera e rimessi in libertà la mattina dopo, pronti a spostarsi da un quartiere all’altro per seminare nuovo degrado», ha spiegato nel post social.
Si accende il dibattito politico, Foggetta: «È ora che qualcuno si dimetta»
Il tema della sicurezza, che per due campagne elettorali ha tenuto banco a Sesto San Giovanni, rimane un nodo centrale, anche in vista delle elezioni del 2027. Il consigliere Michele Foggetta, candidato sindaco alle scorse comunali, alla luce dei recenti fatti di cronaca, commenta: «Per anni ci hanno raccontato che ogni problema fosse colpa della sinistra, colpa dell’accoglienza. La sicurezza non si affronta con slogan da campagna elettorale. A questo punto serve che qualcuno queste responsabilità se le prenda, o l’assessore alla Sicurezza che, anche suo malgrado, non è stato in grado di gestire la situazione, oppure il sindaco che deve riconoscere il fallimento di tutta la sua propaganda».

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