Inauguriamo questa nuova rubrica, ideata dall’avvocato Nicolas Colnaghi, con l’incredibile vicenda di Francesco Benedetto Arese Lucini, da Sesto San Giovanni alla conquista del selvaggio West
Quale può essere il filo conduttore che lega Sesto San Giovanni ai cowboys del Far West, con magari un bel Campari da sorseggiare nel viaggio di ritorno?
Un uomo la cui storia sarebbe troppo inverosimile anche per un film americano se non fosse vera. Francesco Benedetto Arese Lucini, VII Conte di Barlassina, apparteneva a due nobili famiglie lombarde: gli Arese, milanesi, ed i Lucini, comaschi, le cui origini risalivano al XII secolo. Nato nel 1805 a Milano (la madre era Elisabetta Fagnani, la celebre amica risanata nel Foscolo), Francesco aveva davanti a sé una brillante carriera politica quando, schieratosi dalla parte sbagliata nei moti del 1831, fu costretto all’esilio in Svizzera dove conobbe e strinse amicizia con il futuro Napoleone III. Di spirito rivoluzionario ed intraprendente, insoddisfatto del rigido conservazionismo della casa paterna, Francesco decise di partire come volontario al servizio della Francia nella Legione Straniera, durante la campagna di conquista dell’Algeria. Scelta questa che gli costò quasi il ripudio della famiglia ed in particolare un forte dissidio con l’anziano genitore che avrebbe per lui preferito un impiego diplomatico, magari presso la vicina ed amica Francia. Ma è la successiva esperienza a rendere epico questo periodo della sua vita: nel 1837, sempre al soldo francese ed accompagnato dall’amico e futuro imperatore, intraprese un viaggio nel Far West americano, un’avventura che a quei tempi pochissimi potevano permettersi e, tantomeno, tornare per raccontarla. Erano territori in larga parte inesplorati ma in cui si assisteva già ai primi scontri fra i pionieri ed i nativi americani, Apache, Sioux e Cheyenne. Basti pensare che di lì a non molti anni avrebbero imperversato in quelle terre banditi leggendari come Jesse James, i Fratelli Dalton e Billy the Kid. Esperienza sicuramente di straordinario valore formativo, determinata dalla scelta di un viaggio lontano dalle comodità ed agi riservate ai diplomatici, ma “sul campo” ed a stretto contatto con gli abitanti di quelle terre. Orbene, Francesco Arlese Lucini, non solo tornò ma raccolse le sue memorie nel libro, -edito da Sellerio- “Da New York al selvaggio West nel 1837”, per poi dedicarsi alla carriera politico – diplomatica sino alla morte avvenuta nel 1881 a Firenze. Ora resta solo la risposta alla domanda iniziale: qual è il legame del settimo Conte di Barlassina con la città di Sesto San Giovanni? La risposta è presto data: proprio durante la sua giovinezza fu edificata, e successivamente abitata dalla famiglia Arese Lucini, “Casa Alta”, bellissima villa nobiliare di stile vagamente neoclassico che oggi tutti i cittadini sestesi conoscono come Villa Campari, situata nell’omonima via.
Avv. Nicolas Colnaghi


