La Pro Sesto martedì sera contro l’Arzignano ha meritato di perdere. La squadra del tecnico Andreoletti non si è mai resa pericolosa e, nonostante abbia subito il gol decisivo al 94esimo, già in precedenza si era salvata grazie a un miracolo di Del Frate e a un gol annullato ai veneti per un fuorigioco molto dubbio. Nelle prime tre uscite si è vista una Pro Sesto piena di buona volontà, con giocatori che – a nostro avviso – non sono scarsi come evidenzia la classifica. Il problema è davanti agli occhi di tutti: manca una organizzazione di gioco. I reparti sono scollati. E dalla panchina non vengono lette e quindi prese le contromisure per arginare gli avversari. Dalla panchina tante, troppe urla dal sapore cinematografico, e atteggiamenti sopra le righe, al punto che i vicentini giunti da Arzignano e seduti in tribuna chiedevano ai sestesi chi “fosse quell’esaltato”.
L’esatto contrario, per esempio, di quanto dimostrato dalla neopromossa veneta che senza strafare ha comunque fatto vedere di avere un’idea di gioco e di essere molto più concreta dei biancocelesti.
Come reagiranno il patron Ferrero, il presidente (???) Albertini, il direttore generale Fraschini e il direttore sportivo Botturi? Diranno “Va bene così, il mister è giovane e queste battute a vuoto lo tempreranno” (sulla pelle dei tifosi) o cercheranno soluzioni immediate per invertire questa brutta partenza (non solo per i risultati ma anche e soprattutto per il gioco)? Al Breda in queste due partite casalinghe in tribuna si sono visti numerosi allenatori. Martedì sera sugli spalti, così come in queste ore sui social, in molti rievocano il nome di Francesco Parravicini, l’allenatore che ha portato in serie C la Pro Sesto con il gioco. Una scelta, difficile da attuare. ‘Parra’ è sestese e si è lasciato male con Ferrero e Albertini. E poi, tutto ciò che è targato, marchiato o timbrato Sesto, come abbiamo visto in tutti questi anni, è un leggermente indigesto al patron Ferrero.


