Tre partite ufficiali (una di Coppa e due di campionato) e altrettante sconfitte. Senza mai convincere. Nessun successo neppure nelle (seppur impegnative) amichevoli estive. Un mercato senza acuti, tranne l’oggetto misterioso Capogna, sul quale la società misteriosamente non comunica e nega ai tifosi di capire che fine abbia fatto il “mai visto” quotato bomber del Lecco. Cessioni pesanti, prima fra tutte quella del “portierone” Livieri. E poi una confusione tecnico-tattica difficilmente compensibile. Buttati a mare i rodati meccanismi di una difesa “a 4” con Caverzasi e Pecorini che avevano regalato soddisfazioni, si è passati alla difesa “a 3”. Una scelta azzardata, perché Caverzasi non è un centrale adatto per questo modulo (a meno che non gli si dica di seguire Comi o un altro punto di riferimento avversario giocando su di lui). Perché Maldini è un destro che viene fatto giocare a sinistra contro le più banali logiche della natura. Con mancini naturali lasciati in panchina. Un ragionamento analogo vale per il centrocampo: Gattoni e Gualdi formavano un binomio affidabile. E allora? Smontiamolo. Mettiamo Gattoni a fare la mezzala “da corsa” e facciamo fuori Gualdi relegandolo in panchina. Incredibile! Masochismo al potere.
Per fa giocare chi? Il giovane Cerrettelli o lo speranzoso Brentan (regolarmente sostituiti – quando titolari – allo scoccare dei primi 45 minuti). E poi l’attacco. Se giochi a due punte, schiera due punte. E Scapuzzi non è una punta. Lo sanno tutti. Salvo poi dar spazio a Buongiorno che fisicamente e per caratteristiche di lavoro fa la… punta. Ci fermiamo qui. Errare è umano, perseverare diabolico.


