E’ certamente uno dei giocatori simbolo di questa splendida stagione della Pro Sesto. Difensore arcigno e tecnicamente dotato, Samuele Bettoni raccoglie spesso applausi dai tifosi biancocelesti, che ne apprezzano spirito combattivo e dedizione alla causa. Classe ’89 (ha appena compiuto gli anni, auguri!), fiorentino doc dall’accento marcato (“Non si sente che sono toscano?”, dice durante l’intervista sorridendo di gusto), è cresciuto nelle fila della Fiorentina fino a diventare capitano dei viola. Poi, un lungo peregrinare sui campi di C e D. Ora, questa nuova avventura alla Pro Sesto. “Sono soddisfatto di come stanno andando le cose – dice Samuele – ma per carattere sono uno che non si accontenta mai. Ormai ho una certa esperienza e posso dire che di solito vince chi ha meno pause durante l’arco della stagione. Insomma, la continuità è fondamentale. Per ora, il nostro gruppo sta dimostrando di avere le qualità per rimanere là davanti”. Il calcio non regala molte certezze, Samuele lo sa, ma su una cosa è pronto a mettere la mano sul fuoco: “Dal primo giorno di ritiro si respira un’aria positiva, il legame tra giocatori, staff tecnico e dirigenti è totale e c’è tanta voglia di fare bene. Sappiamo mettere in campo tutta la nostra forza e volontà e questo è già davvero tanto per un gruppo”. Insomma, una Pro Sesto sempre al massimo della concentrazione. Un valore che non dovrà mancare contro l’arcigno Ponte San Pietro: “Lo dico sempre ai miei compagni, ogni avversario va affrontato come se fosse la gara della vita. E sino ad oggi siamo stati in grado di farlo. Il nostro atteggiamento non dovrà certo cambiare nella Bergamasca, anzi. Ora tutti gli avversari ci conoscono e giocano alla morte contro la Pro Sesto. Dobbiamo, per questo, scendere in campo al massimo delle nostre possibilità per portare a casa un risultato positivo”. Tanti gli avversari in questo campionato equilibrato: dal Seregno alla sorpresa Scanzorosciate. Eppure, Bettoni nomina una compagine tra le tante che potranno dare fastidio alla Pro: “A questi livelli, dove non ci sono campioni, è fondamentale l’organizzazione di gioco. Il Legnano in tal senso mi pare un’ottima compagine, con un allenatore bravo che sa dare un’identità di gioco precisa”.
Francesco Gallizzi


