Ha staccato di testa più in alto di tutti, a gonfiare la rete un perfetto cross di Luca Scapuzzi. Così Cristian Mutton, granatiere biancoceleste (“Mi ispiro all’ex juventino Mandzukic”), ha regalato alla Pro Sesto il pareggio contro la Lucchese. Classe ’99, fisico possente, il ragazzone di Mariano Comense si sta ritagliando un importante spazio nella squadra. Cresciuto nelle giovanili del Como e dell’Inter (“Con la Primavera nerazzurra ho vinto scudetto e Coppa Italia”), poi un passaggio al Bologna, con una panchina in serie A contro l’Udinese. Due anni fa, ecco il trasferimento in Lega Pro alla Giana.
“Due anni difficili – dice Cristian -, dove ho sofferto per diversi infortuni e nel periodo del primo lockdown sono stato anche operato per risolvere alcuni problemi fisici. Così, quando mi ha chiamato mister Parravicini per propormi di venire alla Pro Sesto, sono rimasto conquistato dal suo entusiasmo e dalla voglia di emergere. Non ci ho pensato due volte e in un paio di giorni ho accettato”.
Dopo un inizio un pò particolare, con mister Parravicini che ti ha dirottato sulla fascia, ora giochi da punta centrale. Qual è il tuo ruolo naturale?
“All’inizio mi sono adattato sulla fascia. Un ruolo che ho coperto anche in passato ma a me piace giocare in mezzo all’area, fare i gol ad aiutare la squadra a salire”.
E sono arrivati anche i primi due gol…
“Già, contro Novara e Lucchese. Segnare è importante ma io, insieme a tutti i ragazzi della squadra, rispecchiamo in pieno i dettami dell’allenatore: grande spirito di sacrificio, corsa su ogni pallone, giocarcela sempre, contro chiunque”.
Un atteggiamento che vi guiderà anche a Vercelli, contro la prima della classe?
“Assolutamente sì. Siamo consci delle nostre potenzialità e andremo a giocarcela. Avremo di fronte una Pro fortissima, secondo me una delle principali candidate alla promozione in serie B”.
Sino ad oggi come giudichi il campionato della Pro Sesto?
“Siamo soddisfatti, la classifica è importante ma non dobbiamo mai distogliere l’attenzione dal nostro obiettivo: prima di tutto la salvezza. Poi, se mai rimarranno ancora partite da giocare, allora vedremo cosa saremo capaci di fare”.
E qual è il tuo obiettivo personale?
“Innanzitutto, laurearmi in Scienze della Comunicazione. Sai, il calcio è importante, però nella vita non si sa mai, bisogna avere sempre a disposizione un piano B. Per quanto concerne la Pro, ovvio che vorrei fare tanti gol. Ma è più importante l’obiettivo di squadra. Anche perché se il gruppo fa bene, i risultati personali sono una conseguenza”.


