Quale futuro per la Pro Sesto? Sabato pomeriggio, all’improvviso, una notizia bomba è stata battuta dal sito ‘tuttomercatoweb’: un importante imprenditore sestese, Lorenzo Pellegrino, la cui solidità economia è facilmente verificabile digitando il suo nome su Google, è interessato ad acquisire la Pro Sesto. Lui, Pellegrino, nel pomeriggio – senza fronzoli o pretattica – si è presentato al Breda e, ricevuto in pompa magna dal patron Mauro Ferrero e dal presidente Gabriele Albertini (con tanto di consegna di maglia personalizzata con un provocatorio numero 1), ha assistito alla sfida persa con la Pro Vercelli. Da quel momento a oggi, da fonti accreditate che gravitano su entrambi i fronti (sia quello ‘Ferreriana’, sia quello ‘Pellegriniana’) abbiamo avuto la conferma che l’interesse del sestese di Miami c’è. Ed è concreto. Ora inizia la fase più delicata, quella della trattativa vera. O meglio, è giusto usare il condizionale. E dire che “dovrebbe iniziare” la fase più delicata. Perché bisogna capire se l’attuale proprietario della Pro Sesto è intenzionato a cedere il club. Se così non fosse, la discussione cadrebbe prima di cominciare e al buon Pellegrino non resterebbe che consolarsi con la ‘maglia ricordo’, magari indossandola durante le sue partite di golf con Marco Van Basten o Alex Del Piero. Certo per Ferrero sarebbe un azzardo, perché se è vero che (come sostiene chi è vicino al patron) l’attuale proprietario della Pro Sesto non ha problemi di liquidità, è altrettanto vero che un profilo come quello di Pellegrino non capita tutti i giorni. Sicuramente la partita è aperta, anche perché quella maglia donata a Pellegrino era pronta per un ospite che si era annunciato da tempo. E che aveva già avuto contatti con Ferrero. Sabato si gioca a Crema. È già uno scontro-salvezza. E una Pro Sesto in Serie C ha un valore e un’attrattività cento volte più forte.


