L’analisi di Orgoglio Sestese, sodalizio sempre vicino alla città, esamina così la stagione della Pro Sesto.
E adesso?
Adesso, come in tutte le vicende della vita, bisogna guardare avanti. Nella notte di lunedì, prima di lasciare lo stadio Menti di Vicenza, abbiamo ringraziato personalmente – sicuri di interpretare il pensiero dei tifosi – l’allenatore Matteo Andreoletti, il direttore Christian Botturi e, per la squadra, il capitano Tommaso Gattoni per quanto di immenso ci hanno regalato in questa stagione. I loro occhi erano luminosi, la luce di chi era consapevole di aver compiuto un’impresa storica. I nostri, orgogliosi. Orgogliosi di essere sestesi.
Ora è necessario pensare immediatamente al futuro. Perché nel calcio, come nella vita, ‘tutto scorre’ e non bisogna perdere tempo. Anche e soprattutto nel rispetto di chi è stato protagonista di questa fantastica stagione. Difficile, se non impossibile, che mister Andreoletti possa rimanere alla Pro Sesto: molti club si sono accorti del giovane allenatore e certamente gli proporranno una panchina ‘importante’. La merita.
Poi c’è il capitolo ‘direttore sportivo’. Botturi, durante l’intera stagione – dal primo giorno di ritiro a ieri sera – è sempre stato ‘incollato’ alla squadra. Chi conosce la quotidianità del Breda sa benissimo che si è rivelato ‘il’ tassello fondamentale nel ‘gruppo Pro Sesto’. Quindi sedersi subito intorno a un tavolo è trovare il modo di farlo rimanere a Sesto San Giovanni. Anche perché, come per Andreoletti, molte altre società stanno pensando a lui. E poi, ovviamente, i calciatori. Alcuni di loro sono in scadenza di contratto e avranno offerte da numerosi club. Non bisogna fare follie, ma sarebbe inaccettabile annullare quanto di eccezionale è stato costruito fin qui. Dai giovani, ai meno giovani, l’obiettivo deve essere quello di riconfermare il maggior numero di uomini possibile. Perchè ciò avvenga bisogna fare chiarezza fin da domani, quando la squadra si ritroverà al Breda in vista del ‘rompete le righe’. Chi si occuperà di individuare un eventuale nuovo allenatore? Chi cercherà di rinnovare il contratto ai giocatori in scadenza? Chi andrà a scovare altri giovani talenti come Gerbi, Vaglica, Maurizii, Radaelli o top player come Bruschi? O, ancora, a trasformare come ‘indispensabili’ i vari Capelli, Giubilato o Marzupio? Appunto, non perdiamo tempo. E soprattutto disperdere il patrimonio costruito sarebbe assurdo.


