Domenica 19 gennaio la Pro Sesto non giocherà la sua gara casalinga, contro il Magenta, allo Stadio Breda di Sesto San Giovanni, ma al Centro Sportivo Kennedy di Milano. Una decisione che lascia perplessi e che, di fatto, priva la Pro Sesto di quel vantaggio rappresentato dal giocare “in casa”.
Il perchè di questa decisione
Tutto nasce dalla sovrapposizione delle partite Alcione Milano-Padova e Pro Sesto-Magenta, entrambe originariamente programmate per domenica 19 gennaio allo Stadio Breda, condiviso dalle due squadre. Il mancato accordo per il posticipo, tra i sestesi e i magentini, ha portato a questa decisione: la Pro Sesto giocherà al Centro Sportivo Kennedy, a porte chiuse, a causa della limitata capienza del centro sportivo.
Questa situazione mette in luce una gestione discutibile da parte dei vertici della Lega Dilettanti e della Lega Pro, che, prima dell’inizio delle due stagioni, avrebbero dovuto evitare sovrapposizioni nei calendari delle due squadre che condividono lo stesso stadio. Un errore organizzativo che danneggia non solo la società, ma anche i tifosi, già penalizzati nelle ultime trasferte da divieti imposti dai prefetti locali.

Pro Sesto, senza tifosi non è “casa”
La decisione di giocare lontano dal Breda e senza pubblico rappresenta un duro colpo per i sostenitori della Pro Sesto. Dopo trasferte in cui il tifo era stato vietato per ragioni di sicurezza, questa domenica la squadra non avrà nemmeno il supporto dei propri fan in una partita teoricamente “casalinga”.
Foto dai canali social della Pro Sesto


