Come un pugile suonato. Pesantemente suonato. Così appariva alla fine dell’ennesima sconfitta di domenica contro il Renate la dirigenza della Pro Sesto. Il patron Ferrero, seduto al fianco del nuovo allenatore Banchieri, lasciava addirittura lo stadio prima del terzo gol. Il presidente Albertini viveva invece la disfatta, da solo, in tribuna centrale, senza proferir parola. Sei, o forse otto tifosi, che oltre ai ragazzi della curva, erano presenti sugli spalti dopo qualche reazione di disappunto, si adattavano a un mutismo che rimbombava più forte di qualsiasi altra lamentela. Unica nota positiva, si fa per dire, della giornata l’espressione del nuovo tecnico Simone Banchieri ‘da Novara’ che, avvicinato dai pochi sostenitori della Pro Sesto rispondeva in maniera cordiale e molto educata (complimenti!) esprimendo una posizione che in questi casi può essere l’unica medicina per cercare di guarire un malato molto grave. “Ci vediamo domani al campo, iniziamo a lavorare e cerchiamo di essere pronti per la gara di mercoledì con la Triestina. Dobbiamo tornare a essere competitivi valorizzando le nostre caratteristiche”. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato dal nuovo allenatore ai tifosi della Pro Sesto. Certo, dopo quanto visto in questo avvio di campionato forse la sostituzione della guida tecnica non è sufficiente. Carenze in ogni reparto del campo dimostrano che se realmente il patron Ferrero vuole salvare la squadra e mantenere la categoria, deve subito innestare qualche elemento di livello in uno scacchiere troppo debole, sia sotto l’aspetto tecnico, sia sotto quello caratteriale.


